Al via un percorso di ascolto e ricerca per comprendere abitudini, bisogni e criticità della vita notturna. Perini: «La notte non è solo un problema, ma una risorsa da valorizzare»

Capire come viene vissuta la notte a Firenze per costruire politiche più efficaci e condivise. È questo l’obiettivo di “Firenze After Dark – La Cultura della Notte”, il nuovo progetto promosso dal Comune di Firenze e affidato a Superterrestre APS e Codesign Toscana ETS. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato nel 2025 con il progetto “Non perdiamo il filo” e punta ad analizzare la dimensione notturna della città come un ambito con caratteristiche, esigenze e opportunità proprie.

Il progetto prevede una fase di ricerca e ascolto che coinvolgerà residenti, giovani, lavoratori notturni, operatori economici e turisti. Tra gli strumenti principali ci sarà la realizzazione dell’“Atlante della Notte”, un lavoro di raccolta dati attraverso questionari, mappature e attività sul territorio per approfondire comportamenti, percezioni e bisogni legati alla vita notturna. Sono inoltre previste cinque iniziative nei quartieri cittadini e un laboratorio pubblico dedicato alla condivisione dei risultati e alla progettazione di possibili interventi.

Al termine del percorso verrà elaborato un “Abaco delle soluzioni”, documento che raccoglierà proposte operative per migliorare la gestione della notte, dagli spazi pubblici ai servizi urbani fino alle attività culturali. I risultati confluiranno anche in un report finale destinato a supportare le future decisioni dell’amministrazione comunale.

«Le politiche giovanili hanno il compito di ascoltare e comprendere i cambiamenti nei modi di vivere la città, a partire da quelli delle nuove generazioni», spiega l’assessora Letizia Perini. «Vogliamo costruire una Firenze sempre più accogliente, viva e inclusiva, capace di valorizzare la socialità, la cultura e il benessere delle persone. La notte non può essere considerata soltanto come un problema da gestire, ma anche come una risorsa da comprendere e governare attraverso l’ascolto, la partecipazione e la progettazione condivisa». Perini sottolinea inoltre che il progetto rappresenterà il primo passo verso la creazione di un tavolo permanente di co-programmazione sulla notte, aperto a tutti i soggetti interessati.

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