Inviato un documento alla sindaca Funaro e agli ordini professionali

Un documento per chiedere "più concorsi pubblici e valorizzare questo tema", indirizzato alla sindaca Sara Funaro e alla giunta fiorentina. È quanto propone il movimento 'Per una svolta urbanistica a Firenze'. Il documento è stato inviato anche agli ordini professionali degli architetti, ingegneri, geometri e agronomi. All'interno si parla di "un processo amministrativo più efficace, più trasparente, più partecipato, in modo da garantire anche la qualità architettonica e la sicurezza dei cantieri come esito finale".
    
Tra i punti chiave "l'amministrazione deve chiarire quale esigenza intende soddisfare, quali risultati vuole ottenere e quali vincoli devono essere rispettati nella realizzazione dell'opera pubblica. Lo studio di fattibilità tecnico economica diventa l'occasione per un confronto con la cittadinanza per instaurare, fin dall'inizio, un rapporto democraticamente più efficace per l'attività dell'amministrazione e la conseguente produzione del documento di indirizzo alla progettazione". E ancora "l'istituzione di un fondo di rotazione per anticipare gli oneri dovuti alla gestione burocratica, per i premi e per la progettazione esecutiva integrale e coordinata" e la "pubblicazione dei bandi dei concorsi di progettazione con un anno di anticipo in modo che si possa favorire un processo democratico, trasparente".

    
"A Firenze ci sono stati pochi concorsi pubblici e noi vogliamo valorizzare questo tema, evitando gli affidamenti privati - ha dichiarato uno dei promotori del documento Alberto Di Cintio - È anche per una questione di trasparenza". "Il concorso è importante per la fase iniziale del progetto, si dovrebbero indicare sempre le intenzioni preliminari, che poi servono all'amministrazione pubblica - ha aggiunto - L'altro tema è la tutela dei giovani professionisti: quando escono dall'attività formativa hanno un percorso tortuoso prima di iniziare a lavorare. Avere più concorsi pubblici significa dare più possibilità ai giovani ed evitare che ci sia una fuga dall'Italia".
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