L’aumento del 5,6% sui biglietti dei treni regionali previsto dalla Regione Toscana continua a far discutere. La misura, che non coinvolge gli abbonamenti, avrebbe effetti differenti a seconda della distanza percorsa. Sulle tratte più brevi l’impatto sarebbe limitato e, in alcuni casi, il treno diventerebbe addirittura più conveniente rispetto al trasporto pubblico locale. È il caso della tratta Firenze-Sesto Fiorentino, che passerebbe da 1,60 a 1,69 euro, restando comunque più economica e veloce rispetto all’utilizzo combinato di bus e tram.
La situazione cambia però sulle percorrenze medio-lunghe. Per raggiungere Prato, Signa o Lastra a Signa il biglietto aumenterebbe di 16 centesimi, mentre per Pontassieve il rincaro sarebbe di 22 centesimi. Più marcati gli aumenti verso Empoli, Pistoia, Lucca, Pisa, Arezzo e Siena, dove il costo del viaggio salirebbe tra i 28 e i 57 centesimi. Per le destinazioni costiere, come Livorno e Viareggio, l’incremento arriverebbe a 60 centesimi a tratta.
Gli aumenti più pesanti riguarderebbero le tratte ai confini della Toscana. Un viaggio da Firenze a Pontremoli costerebbe quasi un euro in più, mentre per raggiungere Orbetello il rincaro supererebbe 1,28 euro a tratta. Se considerato singolarmente l’aumento può apparire contenuto, ma per chi viaggia spesso senza abbonamento o per le famiglie il peso economico cresce rapidamente, soprattutto sommando anche i rincari dei biglietti di bus e tram necessari per raggiungere stazioni e destinazioni finali. Un effetto cumulativo che alimenta le critiche di sindaci e utenti, preoccupati per l’impatto complessivo sulle spese quotidiane di mobilità. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














