Prosegue la protesta dei lavoratori della Acca di Seano, nel comune di Carmignano, dopo l'annuncio della chiusura del magazzino e del licenziamento di 95 dipendenti a partire dal 30 giugno. Gli operai, in gran parte di origine pakistana e aderenti al Sudd Cobas, hanno occupato lo stabilimento sostenendo che la decisione dell'azienda sia una conseguenza della loro sindacalizzazione e delle rivendicazioni per migliori condizioni di lavoro.
Il presidio ha acceso anche lo scontro con gli imprenditori cinesi che hanno merce depositata all'interno del capannone. Dopo i violenti episodi dei giorni scorsi, culminati con tre arresti e cinque poliziotti feriti, le forze dell'ordine continuano a presidiare l'area per evitare nuovi incidenti. I proprietari della merce chiedono di poterla recuperare, mentre il sindacato ritiene che il blocco rappresenti l'unico strumento di pressione rimasto ai lavoratori per ottenere l'apertura di una trattativa.
La vertenza si inserisce in un contesto già delicato: l'azienda è infatti al centro di indagini della Procura di Prato per presunto sfruttamento del lavoro e caporalato e della Procura Europea per una presunta frode fiscale. I lavoratori raccontano di aver ottenuto, grazie alle battaglie sindacali, il passaggio da turni di 12-14 ore al giorno per salari di circa 900 euro a un contratto con orari regolari e stipendi più alti, denunciando però il permanere di irregolarità come ferie non pagate, mancata corresponsione del Tfr e intimidazioni nei confronti di chi rivendica i propri diritti. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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