La preoccupazione principale della sigla sindacale riguarda la stabilità dell'occupazione

L'annuncio da parte di Banca Ifis di voler cedere entro la fine dell'anno le proprie attività legate ai crediti deteriorati (Npl) ha scatenato la forte preoccupazione dei sindacati. L'operazione finanziaria rischia infatti di impattare negativamente su oltre 400 dipendenti del comparto. La situazione è particolarmente critica per la città di Firenze, che ospita il polo principale del gruppo per questo tipo di attività e dove lavorano circa 300 delle persone coinvolte.

Yuri Domenici, segretario generale di Fisac Cgil Firenze, ha sottolineato come per anni il settore degli Npl abbia generato enormi utili e valore per gli istituti bancari, un successo ottenuto soprattutto grazie all'alta professionalità del personale. Il sindacato giudica inaccettabile che, nel momento in cui questo mercato viene ritenuto non più strategico dalla banca, l'incertezza sul futuro e i costi della transazione ricadano proprio sui lavoratori che quel valore lo hanno costruito.

La preoccupazione principale della sigla sindacale riguarda la stabilità dell'occupazione e le tutele contrattuali. Nel caso in cui l'acquirente della divisione dovesse rivelarsi un fondo finanziario, il sindacato si domanda quali reali garanzie di stabilità potrebbero essere offerte a dipendenti che hanno basato i propri progetti di vita, come l'acquisto di una casa o la creazione di una famiglia, su un posto di lavoro sicuro. Per il territorio fiorentino, inoltre, la perdita di un centro di competenze così specializzato rappresenterebbe un grave danno economico e professionale.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies