Il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze celebra Pietro Grossi, tra i pionieri italiani della musica elettronica e della computer music, con una mostra allestita nella sede di Villa Favard. L'esposizione, presentata oggi alle 16, propone sedici strumenti e apparecchiature storiche che raccontano l'evoluzione della musica elettronica nei decenni in cui il compositore e violoncellista ha svolto la propria attività di ricerca.
Veneziano di nascita ma fiorentino d'adozione, Grossi arrivò nel capoluogo toscano come primo violoncello dell'orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Negli anni Sessanta fu tra i primi in Italia a sperimentare l'utilizzo dei calcolatori applicati alla musica, fondando lo Studio di Fonologia Musicale S2FM e ottenendo al Conservatorio Cherubini la prima cattedra italiana di musica elettronica, seguita successivamente da quella di informatica musicale. Tra le sue imprese più innovative anche l'esecuzione di un Capriccio di Paganini da parte di un computer a schede perforate.
Tra i pezzi esposti figurano la colonna di oscillatori utilizzata da Vittorio Gelmetti per la colonna sonora del film Deserto Rosso di Michelangelo Antonioni, una telescrivente elettromeccanica del 1963, un raro registratore analogico Ampex MR-70 della metà degli anni Sessanta e uno dei primi computer desktop compatibili Ibm, testimonianze dell'evoluzione tecnologica che ha accompagnato la rivoluzione della musica elettronica.
Condividi
Attiva i cookies














