'Cala l'occupazione giornalistica, cresce il ricorso ai freelance con meno tutele'

"Nel complesso, la situazione del pluralismo dei media in Italia nel 2025 rimane problematica e non mostra miglioramenti significativi rispetto all'anno precedente". Lo afferma il Media pluralism monitor, il rapporto annuale sullo stato di salute del pluralismo dell'informazione in Europa pubblicato dal Centre for media pluralism and media freedom (Cmpf) dell'Istituto universitario europeo di Fiesole (Firenze), presentato oggi in un convegno.
    
"Il mercato dei media, di recente interessato da operazioni di passaggi di proprietà - si legge in una nota di sintesi -, risente di una grave crisi economica. Prosegue il declino della diffusione dei quotidiani, mentre tv e radio mostrano una relativa stabilità. Unico settore in crescita è quello digitale, ma una quota maggioritaria dei suoi ricavi viene assorbita dalle piattaforme online. Ne consegue un declino dell'occupazione giornalistica e un crescente ricorso al lavoro dei freelance, con livelli di garanzia e reddito molto inferiori a quelli dei giornalisti dipendenti".

    
Secondo gli estensori del rapporto, inoltre, in Italia si assiste a un "rapporto altamente problematico tra politica e servizio pubblico radiotelevisivo: nonostante l'entrata in vigore dell'European media freedom act, l'Italia non ha adottato alcuna nuova normativa che garantisca l'effettiva indipendenza della Rai, e la situazione è addirittura peggiorata rispetto agli anni precedenti. Dal 2024 la nomina del presidente della Rai è bloccata e, da allora, la maggioranza parlamentare ha anche paralizzato l'attività della commissione parlamentare di controllo. Anche nel settore privato persistono concentrazioni significative e legami con la politica".
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