L'eredità del Pnrr: digitalizzazione e tenuta delle Pmi

Il mercato dei contratti pubblici in Toscana conferma la sua traiettoria di sviluppo anche nella fase post-Pnrr. Nel 2025 il valore delle procedure avviate ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, segnando un incremento del 13% rispetto al 2024.

È quanto emerge dal report "I contratti pubblici nella fase post-Pnrr: regole, digitalizzazione e capacità amministrativa", curato dall'Osservatorio regionale dei contratti pubblici e dall'Irpet (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana), presentato questa mattina a Firenze.

Un trend di lungo periodo trainato dai servizi

L'aumento della spesa pubblica per investimenti ha interessato in modo omogeneo tutte le macro-aree: lavori, servizi e forniture. Il dato consolida una crescita strutturale di lungo termine: rispetto al 2016, infatti, il valore delle procedure per i lavori pubblici in Toscana è aumentato del 200%.

All'interno del dato complessivo del 2025 spicca in particolare il comparto dei servizi, che ha registrato un'impennata del 30%. Sebbene la cifra complessiva di 2,5 miliardi resti inferiore al picco storico del 2022 (4 miliardi di euro, che includevano l'impatto straordinario da 1 miliardo per il passante ferroviario di Firenze), le performance attuali dimostrano la tenuta del sistema economico regionale.

L'eredità del Pnrr: digitalizzazione e tenuta delle Pmi

Secondo l'analisi di Giuseppe Gori, ricercatore Irpet e curatore dello studio, il Piano nazionale di ripresa e resilienza non ha semplicemente sostituito la spesa ordinaria, ma ha lasciato in dote pilastri strutturali decisivi per la pubblica amministrazione:

  • Digitalizzazione diffusa e accelerazione delle procedure burocratiche.

  • Qualificazione delle stazioni appaltanti e maggiore tutela della manodopera nei contratti di servizio.

  • Accresciuta capacità amministrativa dei Comuni, che hanno gestito una quota rilevante delle procedure accumulando know-how.

Sul fronte del tessuto produttivo locale si registra una nota positiva per la filiera territoriale: le imprese toscane, incluse le piccole e medie realtà (Pmi), sono riuscite a difendere la propria competitività, mantenendo una quota rilevante dei lavori pubblici assegnati.

Le prospettive e il nodo della spesa corrente

L'analisi congiunturale indica che la domanda espressa dalle amministrazioni pubbliche non mostra segnali di rallentamento, a testimonianza di un mercato che viaggia in linea con i trend macroeconomici nazionali.

Tuttavia, l'istituto di ricerca segnala un elemento di attenzione per i bilanci degli enti locali. Con la progressiva messa in funzione delle nuove infrastrutture realizzate, i Comuni dovranno far fronte alla fase operativa e manutentiva, un fattore che rischia di generare un incremento della spesa corrente. Una criticità di bilancio definita comunque "non insormontabile", ma che richiederà un attento coordinamento tra i diversi livelli di governo nei prossimi anni.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies