Regione capofila del progetto che mette insieme istituzioni, università, Comuni ed enti del territorio. Giani: “A 60 anni dall’alluvione un passo significativo per affrontare le sfide del futuro”

Primo passo ufficiale per Arno2026, il percorso pensato per rendere il fiume non solo più sicuro, ma anche più vissuto dai cittadini e valorizzato dalle tante realtà che sorgono lungo le sue sponde. Ieri in Regione è stato firmato il protocollo che dà il via a una collaborazione ampia per rafforzare conoscenza, tutela e gestione coordinata del sistema fluviale.

L’accordo coinvolge, tra gli altri, Regione Toscana, Autorità di bacino, Autorità idrica Toscana, Università di Firenze e Pisa, Comuni come Firenze, Pisa e Arezzo, Città metropolitana, gestori idrici e numerosi enti del territorio. L’obiettivo è mettere a sistema competenze, studi e progetti già esistenti, migliorando il quadro conoscitivo del bacino e integrando ricerca, pianificazione e gestione.

A guidare il progetto sarà un comitato di coordinamento, con la Regione come capofila. Il gruppo definirà gli indirizzi strategici, coordinerà le iniziative e valuterà la coerenza delle attività proposte. Centrale anche il tema della comunicazione, per rafforzare la consapevolezza collettiva sul valore dell’Arno e sulla necessità di prendersene cura.

“L’Arno è un elemento identitario fortissimo per la Toscana”, sottolinea il presidente Eugenio Giani. A 60 anni dall’alluvione di Firenze, aggiunge, la firma del protocollo rappresenta “un passo significativo verso una gestione più integrata del suo principale corso d’acqua”. Per Giani, la cura dell’Arno è una responsabilità condivisa, che richiede collaborazione tra istituzioni, comunità scientifica e territori.

Il sottosegretario Bernard Dika parla di “un nuovo inizio”, ricordando che l’Arno “è uno ed è di tutti”. L’obiettivo è costruire una gestione capace di unire sicurezza, vivibilità e fruibilità, superando l’idea del fiume solo come elemento di rischio.

Sulla stessa linea Gaia Checcucci, segretaria generale dell’Autorità di bacino, auspica un futuro in cui l’Arno non sia soltanto qualcosa di cui avere paura, ma anche un bene da vivere. Per il Comune di Firenze, l’assessore al patrimonio Dario Danti evidenzia invece il valore di una strategia che punta a mettere in rete competenze scientifiche, ricerca, istituzioni e territori. Lo scrive Repubblica. 

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