Dal 10 al 12 luglio concerti, cinema, incontri e dialoghi sotto la direzione artistica di Noa e Mira Awad. “Vogliamo portare questa iniziativa in tutto il mondo”

Concerti, cinema, incontri, performance e momenti di dialogo per pensare la pace e attivarsi concretamente per costruirla. È questo lo spirito di “Re-Imagine Peace”, il festival in programma dal 10 al 12 luglio in diversi luoghi di Firenze, con la direzione artistica delle artiste e attiviste Noa e Mira Awad, di nuovo insieme in Italia dopo l’esibizione a Sanremo 2025, insieme al chitarrista, arrangiatore e produttore Gil Dor. Co-direttrice artistica Tamar Tal Anati.

L’idea del festival, racconta Noa, è nata quasi due anni fa dopo un concerto a Firenze, in un momento segnato dal dolore e dalla confusione seguiti agli attacchi del 7 ottobre 2023. “Io sentivo il dolore di entrambe le parti: il dolore è dolore, le lacrime dei bambini sono le stesse”, spiega l’artista. Proprio durante quella visita, colpita dalla presenza in prima fila del rabbino, dell’imam e del vescovo insieme alla sindaca Sara Funaro, Noa ha proposto di realizzare un festival dedicato alla pace. Funaro ha accolto subito l’idea.

Il programma prevede tre giorni ricchi di appuntamenti, tutti a ingresso gratuito: una rassegna cinematografica con documentari e panel di approfondimento, concerti speciali e un cooking show al Teatro del Sale con due cuochi, uno palestinese e uno israeliano, che vivono e lavorano insieme a Firenze. L’apertura sarà venerdì al Monastero francescano di San Salvatore a Monte, dove saranno piantati due alberi in omaggio a due madri, una palestinese e una israeliana, Robi Damelin e Bushra Awad, entrambe impegnate per la pace dopo aver perso i propri figli.

Il momento centrale sarà il grande concerto di domenica all’Anfiteatro del Parco delle Cascine, dalle 20, con artisti israeliani, palestinesi e italiani, video e ospiti speciali. Tra questi Neri Marcorè, che interpreterà una canzone di Fabrizio De André, e il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme.

Tra i partner del festival c’è anche la Fondazione Giorgio La Pira, che proporrà una marcia e una preghiera interreligiosa. Per Noa, La Pira è una figura centrale e un grande ispiratore del progetto: “Firenze è città di pace, ma questa è solo la prima fermata. Vorremmo portare questa iniziativa in tutto il mondo, dando a ogni città la possibilità di ospitare manifestazioni di pace”.

Dopo il festival, Noa sarà impegnata in un tour italiano per presentare il nuovo album “The Giver and the See”. “Cantare in Italia per me è bellissimo”, racconta. “È il mio posto del cuore”.

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