"Abbiamo il leader del Paese più grande del mondo, Trump, che è un criminale. Poi Putin, i cinesi, l'Iran, quel pazzo di Netanyahu con il suo governo criminale, i jihadisti e gli estremisti di Hamas. Ci sono persone molto pericolose che stanno governando il mondo, non abbiamo supereroi in politica e nemmeno nel mondo della tecnologia o tra i miliardari. Perciò penso che in questo momento la cultura e l'arte abbiano un potere molto forte per parlare di pace". A dirlo è Noa, la cantante israeliana che sarà a Firenze dal 10 al 12 luglio per il Re‑Imagine Peace festival, di cui è direttrice artistica insieme alla collega palestinese Mira Awad e al chitarrista isrealiano Gil Dor.
Gli artisti parteciperanno a titolo gratuito, perché, spiega, "per ciascuno di loro far sentire la loro voce adesso, è una missione. E ne sono orgogliosa". Anche perché "riuscire a organizzarlo in momento difficile come questo è un risultato incredibile". Un festival che ha nell'ex sindaco di Firenze Giorgio La Pira "la più grande fonte di ispirazione, perché è stato lui il primo a invitare israeliani e palestinesi in questa grande città per dialogare, ed è stato un grande sostenitore della soluzione dei due Stati e della pace in Medio Oriente".
Per Noa, riprendendo il titolo del festival "occorre re-immaginarci. Se il genere umano vuole sopravvivere, deve capire che siamo tutti collegati e prendersi cura gli uni degli altri e del pianeta. E penso che il conflitto israelo-palestinese sia un buon punto di partenza per questo ragionamento".
Si definisce sionista, "per me significa credere nel diritto del mio popolo ad avere un proprio Paese e un luogo dove vivere in sicurezza con la nostra lingua e la nostra storia. Ma, allo stesso tempo, non credo che in nome della mia identità culturale si debbano compiere azioni terribili", anche se su Gaza "non sono d'accordo col mio amico David Grossman, non uso la parola genocidio". Al tempo stesso è fortemente critica nei confronti di Benjamin Netanyahu e guarda con fiducia alle elezioni del prossimo autunno.
"Dovrebbe passare il resto della sua vita in prigione, è un criminale. Lui, Ben Gvir, Smotrich sono esattamente come Hamas. Gli israeliani non gli permetteranno di continuare a distruggere il Paese e il popolo ebraico. Cosa succederà dopo? Se fosse rieletto sarebbe una catastrofe. Ma sono una persona ottimista, inoltre vivo in questo Paese e sento che c'è la possibilità di un grande cambiamento".
Gli artisti parteciperanno a titolo gratuito, perché, spiega, "per ciascuno di loro far sentire la loro voce adesso, è una missione. E ne sono orgogliosa". Anche perché "riuscire a organizzarlo in momento difficile come questo è un risultato incredibile". Un festival che ha nell'ex sindaco di Firenze Giorgio La Pira "la più grande fonte di ispirazione, perché è stato lui il primo a invitare israeliani e palestinesi in questa grande città per dialogare, ed è stato un grande sostenitore della soluzione dei due Stati e della pace in Medio Oriente".
Per Noa, riprendendo il titolo del festival "occorre re-immaginarci. Se il genere umano vuole sopravvivere, deve capire che siamo tutti collegati e prendersi cura gli uni degli altri e del pianeta. E penso che il conflitto israelo-palestinese sia un buon punto di partenza per questo ragionamento".
Si definisce sionista, "per me significa credere nel diritto del mio popolo ad avere un proprio Paese e un luogo dove vivere in sicurezza con la nostra lingua e la nostra storia. Ma, allo stesso tempo, non credo che in nome della mia identità culturale si debbano compiere azioni terribili", anche se su Gaza "non sono d'accordo col mio amico David Grossman, non uso la parola genocidio". Al tempo stesso è fortemente critica nei confronti di Benjamin Netanyahu e guarda con fiducia alle elezioni del prossimo autunno.
"Dovrebbe passare il resto della sua vita in prigione, è un criminale. Lui, Ben Gvir, Smotrich sono esattamente come Hamas. Gli israeliani non gli permetteranno di continuare a distruggere il Paese e il popolo ebraico. Cosa succederà dopo? Se fosse rieletto sarebbe una catastrofe. Ma sono una persona ottimista, inoltre vivo in questo Paese e sento che c'è la possibilità di un grande cambiamento".
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