L'economia dell'artigianato in Toscana e nell'area metropolitana di Firenze si trova ad affrontare una fase complessa e a due velocità, secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto annuale dell'Osservatorio Ebret, presentato proprio nel capoluogo toscano dall'Ente Bilaterale dell’Artigianato. Sebbene il fatturato complessivo mostri una parziale tenuta con un incremento dell'1,6%, i dati relativi alla demografia d'impresa e all'occupazione tracciano un quadro di forte sofferenza per l'intero tessuto produttivo regionale.
Il dato più allarmante riguarda la perdita di oltre 6.500 addetti nel corso dell'anno precedente, una contrazione che ha colpito duramente soprattutto i lavoratori dipendenti. A registrare le difficoltà maggiori sono i comparti storici del manifatturiero, con una marcata flessione nella filiera della pelle, della concia e delle calzature, ambiti fortemente radicati nel territorio fiorentino e toscano, seguiti dal settore dei prodotti in metallo. Al contrario, l'unico comparto capace di mostrare un segno positivo è quello dei servizi artigiani.
Parallelamente alla flessione dei posti di lavoro, si assiste a una progressiva riduzione della base imprenditoriale. Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni di attività evidenzia un passivo importante, portando il numero complessivo delle imprese attive al livello più basso degli ultimi anni, in linea con un trend di calo strutturale che prosegue dal 2008. Questa contrazione è accompagnata da un peggioramento della marginalità per una quota crescente di imprenditori e da una netta riduzione dei programmi di assunzione, che penalizza in particolar modo le figure professionali a elevata specializzazione.
In questo scenario, la capacità di rinnovarsi e il ricambio generazionale si confermano i principali fattori di resistenza: le aziende che hanno investito in innovazione e le realtà guidate da imprenditori under 35 mostrano infatti performance di fatturato decisamente superiori alla media. Tuttavia, le prospettive per i mesi a venire restano fortemente condizionate dall'incertezza geopolitica internazionale. I primi mesi dell'anno in corso confermano questa fase di criticità, posizionando la regione ai vertici nazionali per il ricorso al Fondo di Solidarietà Bilaterale, con una forte concentrazione di richieste di ammortizzatori sociali provenienti soprattutto dai comparti metalmeccanico e orafo.
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