Camst e Cirfood si aggiudicano il servizio per il biennio 2026-2028. Tariffe invariate per le famiglie, resta aperto il nodo dell’internalizzazione

La gestione diretta delle mense scolastiche resta congelata. Palazzo Vecchio ha infatti deciso di rinviare l’ipotesi di internalizzazione del servizio e ha chiuso la gara per l’affidamento della refezione negli anni scolastici 2026-2027 e 2027-2028, con possibilità di rinnovo fino al 2030. Il valore del biennio base è di 38 milioni di euro, che possono arrivare a quasi 97 milioni considerando rinnovo, proroga e quinto d’obbligo.

Il servizio riguarda 15 centri di cottura comunali e circa 18mila pasti al giorno. La gara, divisa in tre lotti, è stata aggiudicata a Camst e Cirfood, tra le principali cooperative nazionali della ristorazione collettiva, già gestori uscenti. Nessuna conseguenza per i lavoratori, che sarebbero comunque stati riassorbiti, e nessun aumento per le famiglie: le tariffe restano invariate, da un minimo di 1 euro a un massimo di 4,90 euro a pasto.

L’assessora all’Educazione Benedetta Albanese ha spiegato che il Comune punta a garantire un servizio di qualità mantenendo tariffe tra le più accessibili della Toscana. Nel nuovo disciplinare, ha sottolineato, sono previsti un adeguato rapporto tra personale e attività da svolgere e una congrua attribuzione dell’orario di lavoro, con l’obiettivo di migliorare sia il servizio sia le condizioni lavorative.

Resta però aperto il nodo politico della gestione interna. Dagli studi commissionati dal Comune sarebbero emersi ostacoli tecnici e costi più alti nel caso di una nuova società in house. Palazzo Vecchio assicura di voler continuare a lavorare per superare la logica degli appalti, ma per il momento la scelta resta quella dell’affidamento esterno. Dura la critica di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, secondo cui non si può parlare di superamento degli appalti mentre si firma un contratto che, con le opzioni, può arrivare a quattro anni e quasi 97 milioni di euro. Lo scrive la Nazione. 

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