La Fiorentina guarda in Spagna per rinforzare la corsia sinistra. Il nome nuovo è quello di Joaquín Martínez Gauna, ma per tutti è semplicemente Oso, il giovane terzino del Siviglia che nelle ultime settimane è entrato con decisione nel mirino del club viola.
Un soprannome curioso, perché in spagnolo "Oso" significa "orso". In realtà non nasce dal suo modo di giocare, ma da una tradizione di famiglia. Suo padre Hernán, argentino ed ex calciatore, era conosciuto proprio con quel nomignolo. Quando il piccolo Joaquín iniziò a giocare nella squadra del quartiere c'erano due ragazzi con lo stesso nome, e gli amici decisero di chiamarlo come il padre. Da allora Oso è diventato il suo marchio di fabbrica, tanto da comparire anche sulla maglia.
Classe 2003, nato a Torrevieja, nella provincia di Alicante, è figlio di genitori argentini originari di Reconquista, la stessa città che ha dato i natali a un'icona della storia viola come Gabriel Omar Batistuta. Un dettaglio che ha già fatto sorridere molti tifosi della Fiorentina.
Dal punto di vista tecnico, Oso è un giocatore estremamente duttile. Ha iniziato la sua carriera da attaccante nei vivai del Kelme, del Real Murcia e del Málaga. Poi, con il passare degli anni, è stato arretrato prima come esterno di fascia e infine come terzino sinistro. Una trasformazione che gli ha permesso di sfruttare al meglio le sue qualità: corsa, esplosività, personalità e soprattutto la capacità di mettere cross pericolosi.
Dopo l'approdo al Siviglia nel 2022, è cresciuto con la squadra B fino all'esordio in prima squadra, arrivato in Coppa del Re nel dicembre del 2023. Nell'ultima stagione è esploso definitivamente, collezionando 24 presenze, due gol e tre assist. Tra le prestazioni più significative ci sono un assist nel sentitissimo derby contro il Betis e un gol addirittura al Camp Nou contro il Barcellona.
Le sue prestazioni, in una stagione complicata per il Siviglia, non sono passate inosservate. Diversi club hanno chiesto informazioni e anche il commissario tecnico dell'Argentina, Lionel Scaloni, segue con attenzione la sua crescita, visto il doppio passaporto.
Ed è qui che entra in gioco la Fiorentina. Secondo le indiscrezioni, i viola hanno intensificato i contatti con il Siviglia. Il club spagnolo valuta il giocatore intorno ai 20 milioni di euro, cifra della clausola rescissoria, ma la dirigenza gigliata punta a sfruttare le difficoltà economiche degli andalusi e vorrebbe chiudere l'operazione con una proposta vicina ai 10 milioni più bonus.
Naturalmente molto dipenderà anche dal futuro degli attuali esterni viola. Dodô e Gosens restano al centro delle voci di mercato, anche se al momento non sono arrivate offerte concrete. Se uno dei due dovesse partire, Oso potrebbe diventare il profilo ideale per raccoglierne l'eredità: giovane, moderno, offensivo e con ampi margini di crescita.
Per ora è una trattativa tutta da seguire, ma il nome di Oso è destinato a diventare uno dei più caldi dell'estate di mercato della Fiorentina.
Un soprannome curioso, perché in spagnolo "Oso" significa "orso". In realtà non nasce dal suo modo di giocare, ma da una tradizione di famiglia. Suo padre Hernán, argentino ed ex calciatore, era conosciuto proprio con quel nomignolo. Quando il piccolo Joaquín iniziò a giocare nella squadra del quartiere c'erano due ragazzi con lo stesso nome, e gli amici decisero di chiamarlo come il padre. Da allora Oso è diventato il suo marchio di fabbrica, tanto da comparire anche sulla maglia.
Classe 2003, nato a Torrevieja, nella provincia di Alicante, è figlio di genitori argentini originari di Reconquista, la stessa città che ha dato i natali a un'icona della storia viola come Gabriel Omar Batistuta. Un dettaglio che ha già fatto sorridere molti tifosi della Fiorentina.
Dal punto di vista tecnico, Oso è un giocatore estremamente duttile. Ha iniziato la sua carriera da attaccante nei vivai del Kelme, del Real Murcia e del Málaga. Poi, con il passare degli anni, è stato arretrato prima come esterno di fascia e infine come terzino sinistro. Una trasformazione che gli ha permesso di sfruttare al meglio le sue qualità: corsa, esplosività, personalità e soprattutto la capacità di mettere cross pericolosi.
Dopo l'approdo al Siviglia nel 2022, è cresciuto con la squadra B fino all'esordio in prima squadra, arrivato in Coppa del Re nel dicembre del 2023. Nell'ultima stagione è esploso definitivamente, collezionando 24 presenze, due gol e tre assist. Tra le prestazioni più significative ci sono un assist nel sentitissimo derby contro il Betis e un gol addirittura al Camp Nou contro il Barcellona.
Le sue prestazioni, in una stagione complicata per il Siviglia, non sono passate inosservate. Diversi club hanno chiesto informazioni e anche il commissario tecnico dell'Argentina, Lionel Scaloni, segue con attenzione la sua crescita, visto il doppio passaporto.
Ed è qui che entra in gioco la Fiorentina. Secondo le indiscrezioni, i viola hanno intensificato i contatti con il Siviglia. Il club spagnolo valuta il giocatore intorno ai 20 milioni di euro, cifra della clausola rescissoria, ma la dirigenza gigliata punta a sfruttare le difficoltà economiche degli andalusi e vorrebbe chiudere l'operazione con una proposta vicina ai 10 milioni più bonus.
Naturalmente molto dipenderà anche dal futuro degli attuali esterni viola. Dodô e Gosens restano al centro delle voci di mercato, anche se al momento non sono arrivate offerte concrete. Se uno dei due dovesse partire, Oso potrebbe diventare il profilo ideale per raccoglierne l'eredità: giovane, moderno, offensivo e con ampi margini di crescita.
Per ora è una trattativa tutta da seguire, ma il nome di Oso è destinato a diventare uno dei più caldi dell'estate di mercato della Fiorentina.
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