Alta tensione davanti all'Acca di Seano dopo il blitz delle forze dell'ordine. Convocata una manifestazione a Prato, mentre il sindacato di polizia difende l'operato degli agenti

Resta alta la tensione davanti ai magazzini Acca di Seano, all'indomani dello sgombero del presidio dei lavoratori disposto dalla Procura di Prato. I Sudd Cobas contestano l'intervento e parlano di una scelta politica. «È stata una decisione politica», affermano i rappresentanti del sindacato, che denunciano «un arretramento sul livello di lotta allo sfruttamento e alle mafie» e sostengono che «lo Stato italiano ha messo la sua faccia dalla parte sbagliata».

Il sindacato ribadisce inoltre le accuse nei confronti di Acca, azienda della logistica cinese attualmente sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell'ambito di un'inchiesta della Procura europea e della Guardia di Finanza per presunte frodi fiscali e doganali. Intanto è stata convocata una manifestazione per questo pomeriggio in piazza del Comune a Prato con lo slogan: «Chi non vuole i picchetti vuole la schiavitù», per chiedere la tutela del diritto di sciopero.

Lo sgombero ha suscitato anche reazioni politiche, con il centrosinistra che lo ha definito «inaccettabile», soprattutto perché avvenuto durante una vertenza ancora aperta. Di diverso avviso il sindacato di polizia Fsp, che difende l'operato degli agenti: «Gli operatori delle forze dell'ordine non decidono le vertenze e non sono parte della contrapposizione sociale o politica. Sono chiamati a operare nel quadro delle disposizioni ricevute e delle competenze previste». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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