L'attore e conduttore ripercorre il legame con la sua città, la carriera, la televisione e il nuovo spettacolo Il brutto anatroccolo

Fabio Canino racconta il suo rapporto con Firenze, città lasciata in giovane età per inseguire il sogno della recitazione. «Sono stato un bambino molto felice» ricorda, spiegando però che il capoluogo toscano «era troppo stretto» per le sue ambizioni. Dopo gli studi all'alberghiero si trasferì a Milano per studiare lingue, scelta che gli ha permesso di lavorare e viaggiare prima dell'approdo definitivo al mondo dello spettacolo.

Ripercorrendo la carriera, Canino indica in Cronache Marziane il punto di svolta: «Era il programma perfetto per me». Ricorda inoltre le esperienze con Gianni Boncompagni, il legame con Raffaella Carrà, definita un modello di intrattenimento, e l'attuale collaborazione con Milly Carlucci, della quale apprezza professionalità e attenzione ai dettagli.

Nell'intervista affronta anche temi sociali e guarda al futuro con il debutto del nuovo spettacolo teatrale Il brutto anatroccolo, ispirato alla fiaba di Hans Christian Andersen. «Nell'era della ricerca della perfezione estetica, dei ritocchini e del body shaming, questa storia sembra parlare proprio a noi», spiega Canino, che porterà lo spettacolo in tournée dopo il debutto previsto il 9 luglio al Ravenna Festival. Lo scrive la Nazione. 

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