"Che l'Europa possa vivere in una bolla diversa da tutto il resto del mondo, mettendo regole alle proprie aziende diverse da tutto quello del mondo, è una follia: è un'Europa folle destinata a un futuro drammatico". Lo ha affermato Guido Crosetto, ministro della Difesa, intervenendo in collegamento video all'assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa oggi a Firenze.
"Noi continuiamo ad avere in Europa l'Antitrust che chiede le aziende piccole - ha osservato -, e aziende sempre più piccole devono competere con aziende americane o cinesi enormi. Che possibilità di sopravvivere hanno le aziende che noi teniamo in Europa piccole contro colossi sempre più grandi che hanno capacità di investire centinaia di miliardi?". Per Crosetto "è un momento di grande trasformazione che va fatta con grande velocità: non abbiamo nulla da imparare da fuori, basta che impariamo da ciò che ha reso grande il nostro sistema economico, che è la velocità delle aziende di adeguarsi ai tempi".
Nel caso dell'Italia, ha affermato il ministro, il futuro "passa attraverso una collaborazione istituzionale" perché "la strada per vincere la sfida della produzione, della ricchezza, della libertà, della competitività dell'Italia passa attraverso delle riforme, quelle riforme di velocità, di sburocratizzazione per affrontare il mondo in modo non ideologico".
"Noi continuiamo ad avere in Europa l'Antitrust che chiede le aziende piccole - ha osservato -, e aziende sempre più piccole devono competere con aziende americane o cinesi enormi. Che possibilità di sopravvivere hanno le aziende che noi teniamo in Europa piccole contro colossi sempre più grandi che hanno capacità di investire centinaia di miliardi?". Per Crosetto "è un momento di grande trasformazione che va fatta con grande velocità: non abbiamo nulla da imparare da fuori, basta che impariamo da ciò che ha reso grande il nostro sistema economico, che è la velocità delle aziende di adeguarsi ai tempi".
Nel caso dell'Italia, ha affermato il ministro, il futuro "passa attraverso una collaborazione istituzionale" perché "la strada per vincere la sfida della produzione, della ricchezza, della libertà, della competitività dell'Italia passa attraverso delle riforme, quelle riforme di velocità, di sburocratizzazione per affrontare il mondo in modo non ideologico".
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