Cgil, Cisl e Uil proclamano la prima mobilitazione unitaria dell'intero comparto manifatturiero toscano: «Servono un piano industriale e investimenti»

Per la prima volta l'intero comparto industriale e manifatturiero della Toscana si fermerà con uno sciopero regionale proclamato da Cgil, Cisl e Uil. La mobilitazione è in programma giovedì e coinvolgerà i lavoratori dell'industria, dell'energia, del gas, del servizio idrico e della gestione dei rifiuti. Il corteo partirà da piazza Bambine e Bambini di Beslan e raggiungerà la Prefettura di Firenze, dove interverranno i segretari regionali dei tre sindacati. Sono previsti anche incontri con Regione Toscana, Confindustria Toscana e Prefettura.

Alla base della protesta c'è la crescente crisi del sistema produttivo toscano. I sindacati chiedono al Governo un vero piano industriale, alla Regione di favorire la collaborazione tra imprese e a Confindustria un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nelle scelte aziendali, prima che le difficoltà si trasformino in vertenze.

A preoccupare sono anche i dati economici. Secondo l'Ires Toscana, tra il 2008 e il 2025 l'occupazione nell'industria è diminuita del 3,9%, mentre nel primo trimestre del 2026 sono state autorizzate oltre 5,5 milioni di ore di cassa integrazione, concentrate soprattutto nel comparto della moda. I sindacati evidenziano inoltre che, nonostante la crescita della produzione e gli utili registrati dalle imprese negli ultimi anni, i salari reali sono rimasti sostanzialmente fermi. Per questo lanciano l'allarme sul rischio di una progressiva deindustrializzazione della Toscana, sostenendo che il futuro economico della regione non possa basarsi esclusivamente su turismo e servizi. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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