'Serve una politica industriale, anche per salvaguardare l'occupazione'

Il progressivo arretramento del comparto manifatturiero toscano tocca da vicino il cuore produttivo della regione, spingendo Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil a proclamare uno sciopero regionale per il prossimo 9 luglio. Al centro della protesta c'è la richiesta urgente di un confronto strutturato con il Governo e la Regione Toscana per varare una politica industriale capace di salvaguardare l'occupazione e sostenere gli investimenti. La situazione economica mostra segnali di forte criticità, con il peso dell'industria sul Pil regionale sceso al livello più basso degli ultimi venticinque anni, pari al 19,2%, e una perdita complessiva che rischia di tradursi in ulteriori migliaia di licenziamenti entro la fine del 2026.

In questo scenario di sofferenza delle filiere strategiche come siderurgia, accessori moda, nautica e automotive, l'area metropolitana di Firenze, insieme alle province di Prato e Pistoia, si posiziona come uno dei territori più esposti alle difficoltà occupazionali. In questo specifico distretto si contano infatti quasi 3.400 lavoratori attualmente legati agli ammortizzatori sociali, una cifra che evidenzia l'impatto diretto della crisi sulle imprese locali e sulle famiglie della zona. La mobilitazione punta a ottenere risposte immediate per la reindustrializzazione dei siti in crisi, ponendo la salvaguardia del lavoro del territorio fiorentino e delle aree limitrofe come priorità assoluta dell'agenda politica ed economica regionale.

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