Un flash mob "per dare voce al futuro della ricerca italiana'. E' l'iniziativa promossa per domani dai Precari uniti Cnr che si svolgerà in diverse sedi del Cnr in Italia. La manifestazione, 'La precarietà uccide la ricerca' è in programma anche a Sesto Fiorentino (Firenze) davanti alla sede del Cnr di via Madonna del Piano. Sostegno all'iniziativa a Sesto è stato espresso dalla Flc Cgil fiorentina.
Per il flash mob ci saranno, si spiega in una nota, "manichini e fantocci che simuleranno la morte della ricerca precaria: alcuni appesi con cartelli come 'ricercatore precario', altri precipitati a terra con un paracadute di fortuna con la scritta Pnrr che non si è aperto, a rappresentare una ricerca tenuta in piedi da finanziamenti temporanei e senza prospettive. In alcune sedi ci saranno anche piccoli cortei funebri con libri, provette, tesi e altri simboli del lavoro scientifico interrotto".
La mobilitazione vuole richiamare l'attenzione "sulla condizione di precarietà di circa quattromila lavoratori, pari a un terzo del personale complessivo del Cnr, molti dei quali già giunti alla scadenza del proprio contratto".
Molti di questi lavoratori, si spiega "hanno già superato numerose prove selettive, e vantano una lunga esperienza di carriera, svolta all'interno del Cnr o in Università o altri Enti di ricerca italiani. Altri invece sono rientrati dall'estero in seguito alle opportunità offerte dal Pnrr, e si ritrovano oggi nuovamente in una condizione di incertezza, con il rischio concreto della conseguente dispersione di professionalità altamente qualificate. Parallelamente, una quota significativa di giovani continua ad espatriare alla ricerca di opportunità più solide".
Per il flash mob ci saranno, si spiega in una nota, "manichini e fantocci che simuleranno la morte della ricerca precaria: alcuni appesi con cartelli come 'ricercatore precario', altri precipitati a terra con un paracadute di fortuna con la scritta Pnrr che non si è aperto, a rappresentare una ricerca tenuta in piedi da finanziamenti temporanei e senza prospettive. In alcune sedi ci saranno anche piccoli cortei funebri con libri, provette, tesi e altri simboli del lavoro scientifico interrotto".
La mobilitazione vuole richiamare l'attenzione "sulla condizione di precarietà di circa quattromila lavoratori, pari a un terzo del personale complessivo del Cnr, molti dei quali già giunti alla scadenza del proprio contratto".
Molti di questi lavoratori, si spiega "hanno già superato numerose prove selettive, e vantano una lunga esperienza di carriera, svolta all'interno del Cnr o in Università o altri Enti di ricerca italiani. Altri invece sono rientrati dall'estero in seguito alle opportunità offerte dal Pnrr, e si ritrovano oggi nuovamente in una condizione di incertezza, con il rischio concreto della conseguente dispersione di professionalità altamente qualificate. Parallelamente, una quota significativa di giovani continua ad espatriare alla ricerca di opportunità più solide".
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