AGGIORNATA - "Come Commissione sviluppo economico del Consiglio regionale abbiamo messo fin dall'inizio della legislatura il manifatturiero al centro della nostra azione, a partire dal comparto moda", ha dichiarato in una nota Brenda Barnini, consigliera regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione, a margine dell'incontro con le rappresentanze sindacali svoltosi oggi nella sede del Consiglio regionale della Toscana. "Difendere il manifatturiero significa difendere il lavoro, la competitività e il futuro della Toscana", ha detto.
"Considero molto importante - ha aggiunto Barnini - la disponibilità espressa oggi dal presidente Eugenio Giani a istituire, entro pochi giorni, un tavolo di regia con le organizzazioni sindacali, da estendere successivamente anche alle rappresentanze delle imprese. È la strada giusta per costruire un'agenda condivisa sul futuro del manifatturiero toscano, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, parti sociali e sistema produttivo per affrontare insieme questo passaggio complesso.
Il confronto tra istituzioni, sindacati e imprese è la condizione necessaria per costruire risposte efficaci e condivise".
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"Spero che la politica tutta e in particolare il Governo raccolgano il grido di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori toscani che per la prima volta scioperano per chiedere politiche industriali". Così Valerio Fabiani, consigliere speciale del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per il lavoro e per le crisi industriali, a proposito dello sciopero regionale dell'industria indetto per domani.
"La Toscana sta pagando un prezzo troppo alto - aggiunge in una nota -. In questo anni alle crisi nazionali che investono settori come siderurgia e automotive e che hanno riguardato e riguardano anche importanti siti produttivi toscani si è aggiunta la crisi della moda, che fra le altre peculiarità ha anche quella di essere un comparto che per l'80% opera entro i confini della nostra regione". Per Fabiani "non c'è più tempo da perdere. Lo dico sapendo che dietro le parole d'ordine dello sciopero di domani ci sono storie di famiglie, di aziende, di persone in carne ed ossa, molte delle quali incrocio ogni giorno nel lavoro che facciamo con l'Unità di crisi della Regione. Proprio da questo osservatorio mi sento di dire che non riusciamo più a fronteggiare questa situazione occupandoci delle singole emergenze, attività che ovviamente continueremo a fare, ma che serve un strategia complessiva, una politica industriale in cui anche le Regioni possano essere protagoniste utilizzando la leva pubblica in difesa e a sostegno del nostro tessuto produttivo e quindi del lavoro".
"Considero molto importante - ha aggiunto Barnini - la disponibilità espressa oggi dal presidente Eugenio Giani a istituire, entro pochi giorni, un tavolo di regia con le organizzazioni sindacali, da estendere successivamente anche alle rappresentanze delle imprese. È la strada giusta per costruire un'agenda condivisa sul futuro del manifatturiero toscano, mettendo attorno allo stesso tavolo istituzioni, parti sociali e sistema produttivo per affrontare insieme questo passaggio complesso.
Il confronto tra istituzioni, sindacati e imprese è la condizione necessaria per costruire risposte efficaci e condivise".
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"Spero che la politica tutta e in particolare il Governo raccolgano il grido di protesta delle lavoratrici e dei lavoratori toscani che per la prima volta scioperano per chiedere politiche industriali". Così Valerio Fabiani, consigliere speciale del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per il lavoro e per le crisi industriali, a proposito dello sciopero regionale dell'industria indetto per domani.
"La Toscana sta pagando un prezzo troppo alto - aggiunge in una nota -. In questo anni alle crisi nazionali che investono settori come siderurgia e automotive e che hanno riguardato e riguardano anche importanti siti produttivi toscani si è aggiunta la crisi della moda, che fra le altre peculiarità ha anche quella di essere un comparto che per l'80% opera entro i confini della nostra regione". Per Fabiani "non c'è più tempo da perdere. Lo dico sapendo che dietro le parole d'ordine dello sciopero di domani ci sono storie di famiglie, di aziende, di persone in carne ed ossa, molte delle quali incrocio ogni giorno nel lavoro che facciamo con l'Unità di crisi della Regione. Proprio da questo osservatorio mi sento di dire che non riusciamo più a fronteggiare questa situazione occupandoci delle singole emergenze, attività che ovviamente continueremo a fare, ma che serve un strategia complessiva, una politica industriale in cui anche le Regioni possano essere protagoniste utilizzando la leva pubblica in difesa e a sostegno del nostro tessuto produttivo e quindi del lavoro".
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