Il deputato toscano critica la parziale dimenticanza dell'intellettuale e annuncia iniziative per valorizzare il suo contributo alla storia letteraria italiana.

Il deputato toscano di Fratelli d'Italia, Alessandro Amorese, è intervenuto con una nota in occasione del settantesimo anniversario della morte di Giovanni Papini, chiedendo un profondo ripensamento critico sulla figura dello scrittore e intellettuale fiorentino. "Settant'anni fa moriva uno scrittore che non si arrese. Giovanni Papini non si piegò mai al conformismo e seppe affrontare, coraggiosamente, il suo tempo", ha dichiarato il parlamentare, sottolineando la necessità di restituire all'autore il giusto rilievo nel panorama culturale nazionale.

Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia, la memoria di Papini sconta ancora oggi un forte pregiudizio di matrice politica. "Nel presente però, è in buona parte dimenticato e di certo merita un posto che troppo a lungo è stato adombrato da un velo meramente ideologico", ha aggiunto Amorese, indicando come un "limite culturale" l'attuale lettura contemporanea dell'autore, che ritiene ancora condizionata da un certo potere conformista.

Amorese ha quindi ricordato l'impatto straordinario che l'intellettuale ha avuto nei primi decenni del Novecento attraverso la fondazione e la direzione di testate storiche come "Leonardo", "La Voce" e "Lacerba", oltre al successo internazionale di volumi come "Un uomo finito" e "Storia di Cristo", tradotti e apprezzati in tutto il mondo. Il deputato ha concluso annunciando l'intenzione di promuovere nuove attività per riscoprire l'autore: "In questo anniversario ricordiamo un grande toscano e proseguiremo nelle nostre iniziative affinché sia recuperato il valore di un intellettuale al quale dobbiamo un contributo più che significativo al dibattito culturale italiano".

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