La cantante risponde a chi l'ha accusata di aver organizzato un festival edulcorato

"L'associazione 11 Agosto ci critica? Per me è triste. Se vedono i miei social vedono mie foto di manifestazioni contro la guerra: non da oggi, ma da 30 anni. Serve un po' di rispetto. Io vivo in Israele, con una situazione difficile: il mio cuore è spezzato ogni giorno, ma io continuo a lavorare per la pace. Allora dico a tutti: lavorate con noi, non contro di noi, per cambiare la situazione". Lo ha detto la cantante israeliana e attivista Noa in occasione del festival Re-Imagine Peace a Firenze, rispondendo alle critiche dell'associazione fiorentina 11 Agosto e del gruppo 'L'ultimo giorno di Gaza' che ieri hanno criticato il festival per il suo carattere troppo "edulcorato".

    "Viviamo in un mondo polarizzato dove il nemico fa paura e il nemico è la deumanizzazione - ha aggiunto -. Non conosco l'altro e allora non lo vedo, non ascolti le sue storie, non conosci il suo dolore: allora è molto facile deumanizzare e da qui la strada verso la violenza è molto corta. In questo festival ci sono persone con posizioni radicali, con cui non sono d'accordo: ma io ascolto, rispetto e trovo un posto comune. Ogni persona - dai giornalisti, ai politici - ha la responsabilità di fare qualcosa. Non si può dire che è finito il mondo: noi abbiamo la possibilità di cambiare il mondo, dobbiamo iniziare oggi".
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