L'afa estrema accelera la maturazione della frutta e minaccia miele e olivi; si salva solo il grano. Baragli: "Maturazione precoce delle uve e gradazioni alcoliche più elevate"

L'ondata di calore che sta investendo la Toscana mette a rischio i principali comparti dell'agroalimentare regionale. Confcooperative agroalimentare e pesca Toscana ha tracciato un quadro preoccupante sugli effetti del meteo estremo, segnalando il rischio di una vendemmia anticipata di settimane, un calo già evidente nella produzione di latte e forti incertezze per l'olivicoltura. "Le alte temperature accelerano la concentrazione degli zuccheri negli acini e questo porta a una maturazione anticipata delle uve", ha spiegato il vicepresidente Ritano Baragli, avvertendo che il pericolo è quello "di ritrovarsi con una vendemmia più precoce del normale, con quantità inferiori e gradazioni alcoliche più elevate", con anticipi che sfiorano le due settimane anche per le basi spumante.

L'emergenza colpisce l'intero sistema agricolo, accelerando la maturazione della frutta e penalizzando soprattutto le aziende sprovviste di moderni impianti di irrigazione, già minacciate da grandinate improvvise. Anche l'apicoltura soffre per il deperimento delle fioriture, in particolare dei castagneti, che riduce il nettare a disposizione e taglia la produzione di miele. Negli allevamenti il quadro è altrettanto critico: "In presenza di temperature elevate la produzione di latte può diminuire fino al 20%", ha evidenziato Baragli. L'unica eccezione in questo scenario di sofferenza climatica è rappresentata dai cereali: "Se vogliamo guardare alla nota positiva, per il grano le prospettive sembrano essere positive", ha concluso il vicepresidente.

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