Riguardo "al fatto che il Tribunale di Prato, nel rigettare il ricorso ex art. 700 c.p.c. chiesto da diversi clienti di Acca, abbia dichiarato la legittimità delle azioni del sindacato, tutto ciò non corrisponde al vero. Basta leggere l'ordinanza del giudice, che non è entrata nel merito, e ha rigettato il ricorso per una presunta carenza di uno dei presupposti previsti dalla legge, per il quale pende reclamo presso il Tribunale". Così in una nota l'azienda di logistica Acca con sede a Seano, nel comune di Carmignano (Prato), al centro di una vertenza.
L'azienda evidenzia invece che "risponde invece al vero che la procura di Prato non ha ritenuto legittime le azioni dei Sudd Cobas, tant'è che ha aperto a carico di 10 militanti un procedimento penale per il reato previsto dall'art. 610 c.p.. Non corrisponde neppure al vero che Acca abbia da corrispondere ai propri dipendenti stipendi arretrati, avendo deciso altresì la società di pagare, non con poca difficoltà, anche l'ultima mensilità in corso".
Da quanto è iniziato il picchetto promosso da Sudd Cobas, l'azienda, precisa Acca, "ha perso un fatturato pari a circa 400.000 euro oltreché ad aver ricevuto numerose richieste di risarcimento danni. Attualmente nel magazzino ci sono circa 2000 colli per un valore di oltre 2.000.000 di euro, che se non verranno consegnati entro il 15 luglio, dovranno essere risarciti". La prossima settimana, si spiega inoltre, "verrà convocata l'assemblea dei soci (il cui custode delle quote è stato nominato dal gip Ponticelli nel procedimento penale che ha interessato anche Acca), alla quale verrà sottoposta la scelta o di procedere con una composizione negoziata della crisi o con l'accesso ad una liquidazione giudiziale. Certo è che il picchettaggio illegale dei Sudd Cobas (che rappresenta poco più di un terzo dei dipendenti della società) ha quasi azzerato la possibilità di una soluzione della crisi diversa dalla liquidazione giudiziale, questo è un fatto e non possiamo non tenerne conto".
L'azienda evidenzia invece che "risponde invece al vero che la procura di Prato non ha ritenuto legittime le azioni dei Sudd Cobas, tant'è che ha aperto a carico di 10 militanti un procedimento penale per il reato previsto dall'art. 610 c.p.. Non corrisponde neppure al vero che Acca abbia da corrispondere ai propri dipendenti stipendi arretrati, avendo deciso altresì la società di pagare, non con poca difficoltà, anche l'ultima mensilità in corso".
Da quanto è iniziato il picchetto promosso da Sudd Cobas, l'azienda, precisa Acca, "ha perso un fatturato pari a circa 400.000 euro oltreché ad aver ricevuto numerose richieste di risarcimento danni. Attualmente nel magazzino ci sono circa 2000 colli per un valore di oltre 2.000.000 di euro, che se non verranno consegnati entro il 15 luglio, dovranno essere risarciti". La prossima settimana, si spiega inoltre, "verrà convocata l'assemblea dei soci (il cui custode delle quote è stato nominato dal gip Ponticelli nel procedimento penale che ha interessato anche Acca), alla quale verrà sottoposta la scelta o di procedere con una composizione negoziata della crisi o con l'accesso ad una liquidazione giudiziale. Certo è che il picchettaggio illegale dei Sudd Cobas (che rappresenta poco più di un terzo dei dipendenti della società) ha quasi azzerato la possibilità di una soluzione della crisi diversa dalla liquidazione giudiziale, questo è un fatto e non possiamo non tenerne conto".
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