Si riparte con e da David De Gea. Nella rivoluzione estiva che Fabio Paratici sta portando avanti per rifare la Fiorentina, la casella del portiere non subirà variazioni. Lo spagnolo non è in uscita, resta a Firenze e dovrebbe mantenere i gradi di capitano. Il tutto in attesa di Martinelli che, tra dodici mesi, tornerà dal prestito all’Avellino in B per raccoglierne l’eredità.
IERI E OGGI. D’altronde, se c’è fiducia nelle doti del portierino, che senso avrebbe avuto andare a prendere un altro portiere oggi? Che poi, comunque, avrebbe avuto dei costi. Valeva la pena pagare un nuovo portiere per disfarsi dell’ingaggio di De Gea? La risposta, evidentemente, è no. Anche per quelli che ‘De Gea è cotto, finito, bollito’ eccetera. Sì, certo, non ha fatto una bella prima parte di stagione l’anno scorso, ma c’è forse qualcuno che l’ha fatta? Quella Fiorentina sembrava allo sbando, emotivamente smarrita, vuota a livello di motivazioni e in balia degli eventi. Lo sguardo rassegnato del portiere spagnolo ne era l’emblema. Poi, piano piano le cose si sono raddrizzate. De Gea si è preso pure la fascia di capitano, ha fatto una serie di partite da portiere di prima fascia e ha contribuito in maniera molto importante alla risalita della Fiorentina fuori da una zona retrocessione in cui era stata per mesi. Certo, l’ingaggio è di quelli pesanti. Se dovesse partite Kean sarebbe il più pagato della rosa gigliata. Forse troppo per il rendimento complessivo della passata stagione, ma se tornasse quello del primo anno…
DOMANI. Tra un anno chissà dove sarà la Fiorentina. Le premesse fanno ben sperare. Paratici si sta muovendo da manager top di un club top. La speranza è che la carta trovi conferma sul campo. Dove potrà arrivare questa Fiorentina, ad oggi, è prematuro dirlo e anche pensarlo. Ma se il ds gigliato dovesse continuare sulla stessa scia di queste prime settimane di mercato, al netto di chi sarà venduto, c’è tutto per pensare ad una stagione da zone alte della classifica. Quanto alte dipenderà da una marea di fattori, tra cui anche chi arriverà nel reparto d’attacco. Tra dodici mesi, insomma, se ne riparlerà. Anche del portiere. Una Fiorentina che va in Champions, logicamente, avrebbe bisogno di una rosa di un certo tipo, in caso di Europa League o Conference pure. A quel punto De Gea entrerà nel suo ultimo anno di contratto, con Martinelli di rientro che potrebbe essere il numero uno di una Fiorentina che si spera sia nuovamente in Europa. In base a quella che sarà, tra un anno, saranno da prendere decisioni anche lì. Intanto, un passo per volta: De Gea c’è, resta, sperando torni quello della seconda metà della passata stagione e/o quello della prima stagione in maglia viola, che lo portò ad essere soprannominato San David De Gea.
IERI E OGGI. D’altronde, se c’è fiducia nelle doti del portierino, che senso avrebbe avuto andare a prendere un altro portiere oggi? Che poi, comunque, avrebbe avuto dei costi. Valeva la pena pagare un nuovo portiere per disfarsi dell’ingaggio di De Gea? La risposta, evidentemente, è no. Anche per quelli che ‘De Gea è cotto, finito, bollito’ eccetera. Sì, certo, non ha fatto una bella prima parte di stagione l’anno scorso, ma c’è forse qualcuno che l’ha fatta? Quella Fiorentina sembrava allo sbando, emotivamente smarrita, vuota a livello di motivazioni e in balia degli eventi. Lo sguardo rassegnato del portiere spagnolo ne era l’emblema. Poi, piano piano le cose si sono raddrizzate. De Gea si è preso pure la fascia di capitano, ha fatto una serie di partite da portiere di prima fascia e ha contribuito in maniera molto importante alla risalita della Fiorentina fuori da una zona retrocessione in cui era stata per mesi. Certo, l’ingaggio è di quelli pesanti. Se dovesse partite Kean sarebbe il più pagato della rosa gigliata. Forse troppo per il rendimento complessivo della passata stagione, ma se tornasse quello del primo anno…
DOMANI. Tra un anno chissà dove sarà la Fiorentina. Le premesse fanno ben sperare. Paratici si sta muovendo da manager top di un club top. La speranza è che la carta trovi conferma sul campo. Dove potrà arrivare questa Fiorentina, ad oggi, è prematuro dirlo e anche pensarlo. Ma se il ds gigliato dovesse continuare sulla stessa scia di queste prime settimane di mercato, al netto di chi sarà venduto, c’è tutto per pensare ad una stagione da zone alte della classifica. Quanto alte dipenderà da una marea di fattori, tra cui anche chi arriverà nel reparto d’attacco. Tra dodici mesi, insomma, se ne riparlerà. Anche del portiere. Una Fiorentina che va in Champions, logicamente, avrebbe bisogno di una rosa di un certo tipo, in caso di Europa League o Conference pure. A quel punto De Gea entrerà nel suo ultimo anno di contratto, con Martinelli di rientro che potrebbe essere il numero uno di una Fiorentina che si spera sia nuovamente in Europa. In base a quella che sarà, tra un anno, saranno da prendere decisioni anche lì. Intanto, un passo per volta: De Gea c’è, resta, sperando torni quello della seconda metà della passata stagione e/o quello della prima stagione in maglia viola, che lo portò ad essere soprannominato San David De Gea.
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