Le testimonianze di Alì e Haider: «Paghe sempre più basse, nessuna tutela e spese tutte a nostro carico»

Quindici ore al giorno in bicicletta, sette giorni su sette, per guadagni che spesso non superano poche decine di euro al giorno. È la realtà raccontata da Alì Arafat e Haider Zulqarnain, due rider pakistani che hanno partecipato allo sciopero nazionale di Glovo e Deliveroo a Firenze per chiedere salari più alti e maggiori tutele.

Alì spiega che una consegna dal centro a Coverciano viene pagata circa 3 euro, mentre per raggiungere Rifredi o Rovezzano si guadagnano tra i 4 e i 4,50 euro, cifre che non compensano il tempo e i chilometri percorsi. Tra affitto, abbonamento del treno, manutenzione della bicicletta e altre spese, racconta di riuscire a inviare alla famiglia rimasta in Pakistan solo una piccola parte dei guadagni, quando è possibile. «Come si fa a vivere così?», si domanda.

Anche Haider denuncia un peggioramento delle condizioni di lavoro rispetto al passato: le tariffe sono diminuite, mentre biciclette, telefoni e manutenzione restano interamente a carico dei lavoratori. Per questo chiede, insieme alla Cgil, il riconoscimento dei rider come dipendenti, con tutele, ferie e malattia. «L'autonomia ci costa anche il 26% di tasse», sottolinea, spiegando che solo dopo aver sostenuto tutte le spese riesce, se avanza qualcosa, ad aiutare economicamente la propria famiglia. Lo scrive la Nazione. 

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