Marras difende la legge toscana, Anci: «Servono strumenti per governare il fenomeno senza penalizzare i piccoli proprietari»

La Regione Toscana respinge le critiche di Airbnb alla stretta sugli affitti brevi a Firenze e difende la normativa regionale. «Da Airbnb critiche fuori luogo e scarsamente motivate. Ci fanno pensare che stiamo andando nella direzione giusta», afferma l'assessore al Turismo Leonardo Marras, rivendicando una legge che, a suo giudizio, rappresenta «un riferimento nazionale» per regolamentare un fenomeno in continua crescita. L'obiettivo, sottolinea, è fornire ai Comuni strumenti per trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e tutela della residenza.

Airbnb, nei giorni scorsi, aveva contestato il regolamento comunale, sostenendo che le nuove limitazioni non siano fondate su dati aggiornati e chiedendo criteri più trasparenti. La piattaforma ribadisce di non essere la causa dell'emergenza abitativa e sottolinea come la maggior parte degli host sia composta da piccoli proprietari. Pur non opponendosi a una regolamentazione del settore, chiede regole certe e basate sui dati ufficiali.

Sulla stessa linea della Regione si schierano anche Anci Toscana e i Comuni. La presidente Susanna Cenni evidenzia che «i Comuni devono avere strumenti per governare questi processi», precisando che non si tratta di criminalizzare gli affitti brevi, ma di evitare che una crescita senza regole finisca per alterare il mercato delle abitazioni e penalizzare i residenti. Anche il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri, invita a distinguere tra territori: nelle città d'arte servono regole più stringenti, mentre nelle aree interne gli affitti turistici possono rappresentare un'opportunità per contrastare lo spopolamento. Lo scrive la Nazione. 

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