In Italia il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro resta significativo, con il 42% dei profili ricercati dalle imprese di difficile reperimento, mentre in Toscana la quota sale al 44,1% e nella provincia di Firenze al 44,4%, due punti sopra la media nazionale. E' quanto emerge dallo studio presentato a Firenze dalla Scuola di Scienze Aziendali e Tecnologie Industriali 'Piero Baldesi', basato su dati Confindustria Toscana Centro e Costa, Sistema informativo Excelsior-Unioncamere e Istat.
Tra le principali cause indicate dalle imprese figurano la mancanza di candidati (26,7%) e l'inadeguatezza di quelli disponibili (11,8%), soprattutto sul fronte delle competenze trasversali e digitali. A fronte di un tasso di disoccupazione giovanile al 16,9%, a giugno 2026 sono stati programmati oltre 623mila contratti, di cui 190mila destinati agli under 30, ma circa il 70% delle offerte resta a tempo determinato.
Sul fronte generazionale, la quota di under 30 si mantiene intorno al 30% ma resta bassa nei settori più critici come edilizia, meccanica e moda. Dalla survey su 1.098 Alumni della Scuola emerge che solo il 6,5% attribuisce il mismatch a un 'cambio di prospettiva', mentre prevalgono fattori come instabilità contrattuale e salari. Lo studio evidenzia anche il ruolo dell'intelligenza artificiale: il 12% delle imprese toscane l'ha già adottata e il 41,3% la sta valutando, ma pesano complessità tecniche (55%) e carenza di competenze (35%).
"Da quarant'anni la Scuola sta esattamente lì dove si incrociano la formazione e il mondo del lavoro, e da quarant'anni costruisce risposte concrete alle domande che vengono dalle imprese e dai giovani", ha dichiarato Claudio Terrazzi, presidente Ssati, in occasione dell'evento 'Business Tutors' nel quale è stato presentato lo studio.
Tra le principali cause indicate dalle imprese figurano la mancanza di candidati (26,7%) e l'inadeguatezza di quelli disponibili (11,8%), soprattutto sul fronte delle competenze trasversali e digitali. A fronte di un tasso di disoccupazione giovanile al 16,9%, a giugno 2026 sono stati programmati oltre 623mila contratti, di cui 190mila destinati agli under 30, ma circa il 70% delle offerte resta a tempo determinato.
Sul fronte generazionale, la quota di under 30 si mantiene intorno al 30% ma resta bassa nei settori più critici come edilizia, meccanica e moda. Dalla survey su 1.098 Alumni della Scuola emerge che solo il 6,5% attribuisce il mismatch a un 'cambio di prospettiva', mentre prevalgono fattori come instabilità contrattuale e salari. Lo studio evidenzia anche il ruolo dell'intelligenza artificiale: il 12% delle imprese toscane l'ha già adottata e il 41,3% la sta valutando, ma pesano complessità tecniche (55%) e carenza di competenze (35%).
"Da quarant'anni la Scuola sta esattamente lì dove si incrociano la formazione e il mondo del lavoro, e da quarant'anni costruisce risposte concrete alle domande che vengono dalle imprese e dai giovani", ha dichiarato Claudio Terrazzi, presidente Ssati, in occasione dell'evento 'Business Tutors' nel quale è stato presentato lo studio.
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