Una simulazione mostra che il canone concordato può rendere più delle locazioni turistiche grazie agli incentivi fiscali

Gli affitti brevi non sono più sinonimo di guadagni nettamente superiori rispetto alle locazioni tradizionali. Una simulazione realizzata sulla base dei dati di Scenari Immobiliari e Aigab evidenzia che, considerando tasse e costi di gestione, il divario si riduce notevolmente. Per un trilocale di 80 metri quadrati il reddito netto mensile dell'affitto breve scende a circa 871 euro, contro gli 839 euro del canone libero e i 1.045 euro del canone concordato, che risulta la soluzione più conveniente.

A incidere sono soprattutto i maggiori costi delle locazioni turistiche, tra pulizie, cambi di biancheria, commissioni delle piattaforme, check-in, Imu ordinaria e Tari a carico del proprietario. Il canone concordato, invece, beneficia di una tassazione più favorevole, con consistenti riduzioni dell'Imu previste dal Comune di Firenze.

Secondo il commercialista Damiano Cesa Bianchi, gli incentivi fiscali da soli non bastano. Per rendere più attrattivo il mercato degli affitti residenziali servono anche politiche in grado di aumentare salari e occupazione qualificata, così da permettere ai residenti di sostenere i costi delle locazioni e trovare un equilibrio tra esigenze del turismo e diritto alla casa. Lo scrive la Nazione. 

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