L'Istituto Sassetti Peruzzi aveva introdotto il divieto di utilizzare i telefoni cellulari in classe già un anno prima della circolare ministeriale. A spiegarlo è il dirigente scolastico Osvaldo Di Cuffa, secondo cui la decisione è nata per contrastare le continue distrazioni causate dagli smartphone. «L'uso era consentito solo nei momenti autorizzati dal docente», spiega, aggiungendo però che il ministero «è stato troppo stringente» perché non favorisce un utilizzo educativo e consapevole della tecnologia.
Il preside sottolinea come un uso scorretto dei dispositivi possa provocare diversi problemi, dalla diffusione incontrollata di immagini ai casi di dipendenza da videogiochi e mondo virtuale. «Bisogna far capire ai ragazzi che esiste un modo intelligente di usare questi strumenti», afferma, evidenziando l'importanza della prevenzione e dell'educazione digitale.
Secondo Di Cuffa, il divieto è stato accolto positivamente sia dalle famiglie sia dalla maggior parte degli studenti, molti dei quali hanno riscoperto il piacere di stare senza telefono. Per il dirigente, inoltre, i social non devono essere demonizzati: la scuola deve insegnare a utilizzarli in modo corretto, sviluppando competenze digitali utili anche nel mondo del lavoro e aiutando i ragazzi a distinguere le fonti affidabili dell'informazione. Lo scrive la Nazione.
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