Controlli sui contratti dopo il caso di via Guelfa. Entro il 29 luglio una relazione per il Cda straordinario, mentre Palazzo Vecchio chiede di tutelare la destinazione sociale del patrimonio

Dopo il caso dell'appartamento di via Guelfa utilizzato come b&b di lusso, Montedomini ha avviato una verifica interna sui contratti di locazione relativi ad altri immobili situati in strade prestigiose del centro di Firenze, tra cui via Faenza, via Vacchereccia, via dell'Albero, via Guelfa e piazza del Duomo. L'obiettivo è accertare la presenza di una clausola che consente ai locatari di subaffittare gli immobili per finalità turistico-ricettive.

Dai primi controlli emergerebbe la presenza di b&b, guest house e residenze turistiche in meno di una ventina di appartamenti del patrimonio dell'Asp. Pur trattandosi di una situazione formalmente legittima, il tema ha aperto un caso politico in una fase in cui il Comune punta a limitare la diffusione degli affitti brevi. La relazione conclusiva sarà presentata al Cda straordinario del 29 luglio.

L'articolo ricostruisce anche il sistema di gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini, composto da 428 proprietà per un valore di circa 300 milioni di euro. Le assegnazioni sono affidate alla Commissione Immobili, composta dal presidente dell'Asp, dal direttore e da un componente indicato dal Comune, che valuta le domande secondo i criteri previsti dai bandi e la coerenza con gli scopi sociali dell'ente. Entro i prossimi dieci giorni sono attese le prime risposte richieste da Palazzo Vecchio. Lo scrive la Nazione. 

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