Il governatore chiede approfondimenti sul caso degli affitti brevi. In Consiglio comunale opposizioni all'attacco, il Pd difende la linea della giunta

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, interviene sul caso Montedomini, chiedendo di fare piena luce sulla gestione degli immobili destinati agli affitti turistici. «Su Montedomini sicuramente dobbiamo approfondire bene e correggere quello che è accaduto, perché non ricapiti», ha dichiarato, ribadendo il sostegno della Regione alle politiche del Comune di Firenze per limitare gli affitti brevi e tutelare la residenza nei centri storici.

Nel frattempo prosegue il confronto politico. In Consiglio comunale l'assessore alla Cultura Giovanni Bettarini ha ricordato che la sindaca Sara Funaro ha dato un indirizzo preciso all'Asp affinché non vengano più destinati immobili agli affitti brevi, spiegando però che il censimento completo del patrimonio sarà disponibile soltanto dopo il Consiglio di amministrazione di Montedomini del 29 luglio.

Le opposizioni contestano la mancanza di trasparenza. Luca Santarelli (Noi Moderati) ha definito «incredibile» l'assenza di dati aggiornati, mentre Fratelli d'Italia, con Matteo Chelli e Angela Sirello, accusa la giunta di aver dimostrato «l'assoluta mancanza di controllo e programmazione». Sulla stessa linea Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune), secondo cui la vicenda dimostrerebbe una gestione del patrimonio pubblico priva di adeguati controlli.

Il capogruppo del Pd Luca Milani difende invece l'operato dell'amministrazione, sottolineando che Firenze è stata tra le prime città a regolamentare gli affitti brevi e invitando a evitare «strumentalizzazioni» prima della conclusione delle verifiche.

Sul caso interviene anche Cecilia Del Re (Firenze Democratica), che chiede maggiore trasparenza sulle assegnazioni degli immobili, sulle alienazioni effettuate negli ultimi vent'anni e sui controlli relativi ad alcuni appartamenti destinati ad attività turistiche, sollevando inoltre dubbi sull'utilizzo di immobili che in passato erano destinati a finalità sociali. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies