Cambia la governance dell'Istituto per la programmazione economica della Toscana (Irpet) con il superamento della figura del direttore generale, sostituito da un presidente (di nomina politica) a cui spetterà la rappresentanza legale e la guida del comitato di indirizzo e controllo e da un dirigente interno a cui saranno invece affidate la direzione scientifica e la gestione amministrativa. E' quanto deciso da una legge regionale approvata a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana col voto favorevole di Pd, Cr, Avs e M5s e l'astensione di FdI, Fi e gruppo Misto-Futuro nazionale.
L'atto, che punta a superare i rilievi sollevati dalla Corte dei Conti ai profili delle figure apicali degli enti dipendenti, è stato approvato con tre emendamenti dell'opposizione, prima firmataria la consigliera La Porta (Fdi) sottoscritti anche dal presidente della commissione bilancio e affari istituzionali, Vittorio Salotti a nome della maggioranza. La legge prevede inoltre che il presidente dell'Irpet riceva un'indennità fino al 13% di quella del presidente della giunta.
Per il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi (FdI) "l'Irpet come uno strumento che funziona anche bene, che non ha bisogno di una figura di rappresentanza. Gli emendamenti introdotti sono frutto di un compromesso, ci fa piacere che siano stati in parte accolti: caratteristiche tecniche specifiche per la nomina, così come durata e rinnovabilità. Caratteristiche che volevamo più stringenti sotto il profilo della qualità. In Toscana ci sono tante menti giovani di ragazzi, uomini e donne che possono ricoprire questi ruoli".
L'assemblea toscana ha approvato a maggioranza il bilancio consuntivo per l'esercizio 2025 dell'Irpet che si è chiuso con un utile netto di circa 493.000 euro con una differenza di poco più di 1.000 euro rispetto a quello del 2025. L'80% delle risorse sarà restituito direttamente alla giunta regionale, tornando nella disponibilità del bilancio pubblico e il restante 20% verrà accantonato e destinato alla riserva strategica per la copertura di potenziali perdite o rischi futuri.
L'atto, che punta a superare i rilievi sollevati dalla Corte dei Conti ai profili delle figure apicali degli enti dipendenti, è stato approvato con tre emendamenti dell'opposizione, prima firmataria la consigliera La Porta (Fdi) sottoscritti anche dal presidente della commissione bilancio e affari istituzionali, Vittorio Salotti a nome della maggioranza. La legge prevede inoltre che il presidente dell'Irpet riceva un'indennità fino al 13% di quella del presidente della giunta.
Per il portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi (FdI) "l'Irpet come uno strumento che funziona anche bene, che non ha bisogno di una figura di rappresentanza. Gli emendamenti introdotti sono frutto di un compromesso, ci fa piacere che siano stati in parte accolti: caratteristiche tecniche specifiche per la nomina, così come durata e rinnovabilità. Caratteristiche che volevamo più stringenti sotto il profilo della qualità. In Toscana ci sono tante menti giovani di ragazzi, uomini e donne che possono ricoprire questi ruoli".
L'assemblea toscana ha approvato a maggioranza il bilancio consuntivo per l'esercizio 2025 dell'Irpet che si è chiuso con un utile netto di circa 493.000 euro con una differenza di poco più di 1.000 euro rispetto a quello del 2025. L'80% delle risorse sarà restituito direttamente alla giunta regionale, tornando nella disponibilità del bilancio pubblico e il restante 20% verrà accantonato e destinato alla riserva strategica per la copertura di potenziali perdite o rischi futuri.
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