Dopo un buon avvio del 2026, il turismo a Firenze registra un rallentamento nei mesi di luglio e agosto, ma le prenotazioni per settembre e l'inizio dell'autunno fanno guardare con ottimismo ai prossimi mesi. «Fino a giugno l'andamento è stato positivo, ora c'è un fisiologico rallentamento, ma vediamo segnali di ripresa», spiega il presidente di Federalberghi Firenze, Francesco Bechi, che si dice «moderatamente soddisfatto» nonostante le incertezze.
A sostenere il settore sono i numeri record del 2025, chiuso con 4,78 milioni di arrivi e 11,52 milioni di presenze, mentre nei primi quattro mesi del 2026 le presenze sono cresciute del 5,4%. Il turismo internazionale continua a rappresentare il motore principale della città, con oltre l'83% dei pernottamenti, trainato soprattutto dai visitatori statunitensi, seguiti da britannici, francesi, spagnoli e tedeschi. Crescono anche l'aeroporto di Firenze, i bus turistici e gli ingressi ai musei.
Federalberghi richiama però l'attenzione sul fenomeno dell'escursionismo giornaliero. Secondo Bechi, milioni di visitatori raggiungono Firenze senza pernottare, usufruendo dei servizi cittadini senza contribuire attraverso l'imposta di soggiorno. Per questo l'associazione propone una gestione su scala metropolitana e valuta misure come sistemi di accesso o tariffazione differenziata, con l'obiettivo di ridurre l'impatto sui residenti e migliorare l'esperienza dei turisti che scelgono di soggiornare in città. Lo scrive la Nazione.
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