L'esposizione complessiva supera i due miliardi di euro, bloccando lo spazio per ulteriori investimenti, nonostante i netti miglioramenti sul disavanzo e sulla gestione dei residui.

La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha approvato il giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione Toscana per l'esercizio 2025. Nonostante un quadro finanziario definito sostanzialmente positivo, la magistratura contabile ha lanciato un chiaro monito sull'esposizione debitoria dell'ente, evidenziando come sia stato ormai raggiunto il tetto massimo consentito dalla normativa e raccomandando prudenza nell'utilizzo degli strumenti finanziari.

Al 31 dicembre 2025 l'indebitamento totale ha toccato quota 2,08 miliardi di euro, segnando un leggero incremento rispetto all'anno precedente. Durante l'esercizio sono stati stipulati nuovi mutui per 125,04 milioni di euro, a fronte di rimborsi pari a circa 106,68 milioni. L'analisi dei magistrati mostra una ripresa del ricorso al debito come canale principale per finanziare le opere pubbliche, fattore che imporrà in futuro una programmazione molto più stringente delle coperture finanziarie.

Sul fronte dei saldi complessivi si registrano segnali di forte recupero. Il disavanzo d'amministrazione è sceso in modo significativo a 315,33 milioni di euro, a fronte dei quasi 998 milioni dell'anno precedente, grazie al buon andamento della gestione e alla cancellazione del Fondo anticipazioni di liquidità da 507,68 milioni stabilita dalla legge di bilancio per il 2026. La gestione di competenza ha chiuso in positivo per 139 milioni di euro, assorbendo il nuovo debito autorizzato di 106,38 milioni senza generare ulteriore disavanzo.

Miglioramenti sensibili si notano anche nella capacità dell'amministrazione di smaltire i debiti pregressi, con residui passivi scesi a 3,57 miliardi di euro. Permangono tuttavia ritardi nelle riscossioni, testimoniati dall'aumento dei residui attivi a 5,19 miliardi. La giacenza di cassa a fine anno si è attestata a 272,44 milioni di euro, risentendo del divario tra incassi e pagamenti oltre che del differimento nei versamenti dell'addizionale regionale Irpef.

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