I costruttori lanciano l'allarme su alloggi sempre meno accessibili, frenata degli investimenti privati e carenza di manodopera nel settore edilizio

La Toscana è alle prese con una «profonda emergenza legata all'accessibilità economica degli alloggi» e, secondo Ance Toscana, il Piano casa del Governo non sarà sufficiente a risolverla. A lanciare l'allarme è il presidente Rossano Massai, riconfermato alla guida dell'associazione dei costruttori, che evidenzia come il settore debba fare i conti sia con il rallentamento dell'edilizia privata dopo la fine dei bonus, sia con la difficoltà di reperire lavoratori anche a causa dell'alto costo delle abitazioni.

Nel 2025 l'edilizia toscana è cresciuta del 2,3% in termini di valore aggiunto, ma gli investimenti reali sono diminuiti del 2,6%, con una riduzione di circa 400 milioni di euro. Per il 2026 Ance prevede una ripresa del 5,5%, trainata dal completamento delle opere del Pnrr e dai lavori pubblici, ma sottolinea il crollo di oltre il 50% dei finanziamenti a lungo termine per l'acquisto di abitazioni rispetto al 2025. Secondo Massai, il Piano casa nazionale non è sostenibile dal punto di vista economico, soprattutto nei centri di medie e piccole dimensioni.

L'associazione richiama infine l'attenzione sulla carenza di personale: nei prossimi anni il comparto dovrà sostituire oltre 7mila lavoratori over 60, ma l'87% delle imprese fatica a trovare dipendenti. Tra le cause c'è anche il costo delle abitazioni: a Firenze, secondo Ance, la rata di un mutuo assorbe in media il 53% del reddito, mentre l'affitto arriva a incidere fino al 66,9%, rendendo sempre più difficile vivere e lavorare in città. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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