Nuovo capitolo nel caso Montedomini con il "giallo" del Codice identificativo nazionale (Cin) relativo a un immobile di via Guelfa 81. Secondo quanto ricostruito dall'Asp, il codice sarebbe stato richiesto e ottenuto nel luglio 2024 da un imprenditore che già gestiva altri appartamenti di Montedomini destinati agli affitti brevi, nonostante l'immobile fosse ancora in ristrutturazione e il bando per l'assegnazione fosse stato pubblicato soltanto nel 2025.
Il presidente di Montedomini, Maurizio Frittelli, ha definito la vicenda "scandalosa" e ha annunciato che il consiglio di amministrazione del 29 luglio valuterà, con il supporto di un legale, un eventuale esposto in Procura e possibili azioni nei confronti dell'imprenditore, anche sugli altri contratti in essere. L'Asp contesta infatti l'autodichiarazione con cui sarebbe stata attestata la disponibilità dell'immobile per ottenere il Cin.
Sul caso si è mosso anche Palazzo Vecchio, che ha avviato verifiche sull'iter di rilascio delle autorizzazioni. L'assessore al Turismo Jacopo Vicini ha spiegato che il nuovo sistema comunale di autorizzazione agli affitti brevi consentirà controlli più rigorosi sulla regolarità dei Codici identificativi regionali (Cir), precisando che l'autorizzazione dovrà essere richiesta dal proprietario dell'immobile e non si trasferirà automaticamente in caso di compravendita. Restano aperti gli interrogativi su come sia stato possibile ottenere il Cin senza avere la disponibilità dell'immobile e se possano emergere casi analoghi. Lo scrive la Nazione.
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