'Possiamo puntare su mercati promettenti e di prossimità'

"La nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, i blocchi navali che dallo Stretto di Hormuz sembrano estendersi al Mar Rosso, il costo del petrolio Brent che è tornato a toccare 100 dollari al barile e le nuove minacce di dazi Usa, ci impongono di aumentare l'impegno per diversificare i mercati di sbocco delle imprese fiorentine e in questa direzione ci stiamo muovendo con una serie di iniziative". Lo afferma in una nota il presidente della Camera di commercio di Firenze, Massimo Manetti.
    
Secondo l'Ufficio studi dell'Ente camerale quasi la metà dei ricavi export della Toscana è acquisita su mercati instabili e volatili, come l'area del Golfo, la Cina, gli stessi Stati Uniti. "L'alternativa - spiega Manetti - è puntare su mercati promettenti e di prossimità come quelli europei. Siamo impegnati a indirizzare le imprese su queste direttrici. Con la nostra azienda speciale PromoFirenze siamo al lavoro per accompagnare le aziende fiorentine ad eventi all'estero che spaziano da Varsavia a Taipei, oltre che su un'edizione di BuyFood che apre ai prodotti agroalimentari di qualità non solo Dop e Igp, oltre che ai birrifici artigianali.

    
Il presidente della Camera di commercio ha agginto che "il nostro ExportHub è sulla strada per superare nel 2026 i già importanti numeri del 2025: 991 servizi di sviluppo e promozione erogati alle imprese; 623 aziende che hanno partecipato a 7 seminari di approfondimento su Paesi, settori, progetti, aspetti fiscali e doganali, contrattualistica internazionale, eccetera; 22 collaborazioni avviate con nuovi partner esteri in Europa, Nord Africa, Medio Oriente, Asia e America. E questo solo per citare alcuni numeri che quest'anno contiamo di superare".
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