L'Asp indaga su un codice identificativo richiesto prima dell'assegnazione dell'immobile. Il caso sarà esaminato dal Cda del 29 luglio

Montedomini sta approfondendo il caso del codice identificativo nazionale (Cin) relativo a un immobile di via Guelfa 81, finito al centro di verifiche interne dopo la ricostruzione di una presunta anomalia. Il dossier sarà all'ordine del giorno del Consiglio di amministrazione del 29 luglio, che valuterà anche eventuali provvedimenti sui contratti di locazione in essere.

Secondo quanto ricostruito dall'Asp, il Cin sarebbe stato richiesto e ottenuto nel luglio 2024 da un imprenditore diverso da quello che si è poi aggiudicato il bando per l'immobile nel 2025. Il codice risulterebbe successivamente utilizzato dall'attuale gestore della struttura ricettiva, circostanza che ha sollevato dubbi sulla regolarità della procedura. Montedomini intende chiarire come sia stato possibile richiedere il codice prima ancora che l'immobile fosse assegnato e mentre era destinato alla ristrutturazione.

L'azienda ha annunciato ulteriori verifiche, affidando il dossier a un legale per valutare eventuali azioni, compreso un possibile esposto in Procura o la risoluzione dei contratti. Anche il Comune di Firenze sta svolgendo accertamenti, ricordando che il Cin è personale, non può essere ceduto e deve essere richiesto autonomamente da ogni gestore dell'attività ricettiva. Se le anomalie dovessero essere confermate, potrebbero emergere conseguenze anche per l'attività attualmente in corso nell'immobile di via Guelfa. Lo scrive la Nazione. 

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