Dopo lo sciopero del 9 luglio, la Regione presenta le linee guida contro la deindustrializzazione. Cgil e Cisl: "Innovazione, investimenti e imprese radicate sul territorio"

Dopo lo sciopero regionale del 9 luglio, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha incontrato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per avviare un confronto sulle strategie necessarie a contrastare la deindustrializzazione e rafforzare il peso del manifatturiero nell'economia regionale, con l'obiettivo di riportarne l'incidenza sul Pil dal 19 al 20%.

La proposta illustrata da Giani, definita come una base di lavoro aperta al contributo delle parti sociali, si articola in cinque punti: un utilizzo più efficace dei fondi europei, una revisione della disciplina urbanistica per favorire nuovi investimenti, un maggiore sostegno all'accesso al credito per le imprese, il rilancio dei distretti industriali e l'introduzione di una legge regionale dedicata alla gestione delle crisi industriali.

I sindacati hanno giudicato positivo l'avvio del confronto, pur sottolineando priorità differenti. Per la segretaria della Cisl Toscana Silvia Russo è necessario incentivare l'innovazione, attrarre investimenti di qualità e orientare gli aiuti pubblici verso le imprese che investono stabilmente sul territorio. Sulla stessa linea il segretario della Cgil Toscana Rossano Rossi, che ha chiesto agli imprenditori di destinare maggiori risorse a innovazione, investimenti produttivi e occupazione.

Tra i punti condivisi durante l'incontro emerge anche l'ipotesi di subordinare incentivi e agevolazioni pubbliche alla permanenza delle aziende in Toscana, con l'obiettivo di evitare delocalizzazioni e garantire sviluppo e lavoro stabile. Una proposta che dovrà però essere valutata alla luce della normativa nazionale ed europea.

Il confronto proseguirà nei prossimi giorni con il coinvolgimento delle categorie economiche. L'obiettivo della Regione è arrivare a una strategia condivisa per rilanciare il sistema produttivo toscano, mentre resta da trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di competitività delle imprese e quelle di tutela dell'occupazione. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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