AGGIORNATA - Tra gli interventi delle opposizioni Eike Schmidt dell'omonima lista civica ha chiesto "un'altra organizzazione. Non è giusto aumentare tutti gli anni la Tari e pagare dividendi ampi a persone che sono beneficiari di questo sistema", per Alessandro Draghi di FdI "i rifiuti vanno bruciati. La Tari aumenta di anno in anno perché mancano gli impianti". Draghi ha usato anche il termine "bischerata" riferendosi al progetto della città circolare.
Secondo Luca Santarelli (Nm) "la delibera costituisce un fallimento dell'amministrazione e un tradimento alle promesse dei cittadini". "Il cittadino - ha osservato Angela Sirello di FdI - sa che raccogliere e smaltire rifiuti ha un costo, ma a Firenze si paga sempre di più per avere una città che continua a essere percepita sempre più sporca". Matteo Chelli di FdI ha parlato "di aumenti costanti adducendo la stessa motivazione come l'inflazione".
"Nella riorganizzazione del servizio si parta dall'ascolto dei lavoratori", ha chiesto Cecilia Del Re di Firenze Democratica. I consiglieri di FdI (oltre a Sirello, Chelli e Draghi anche Giovanni Gandolfo) hanno presentato un odg "per intitolare la discarica di case passerini ad Eugenio Giani". Dmitrij Palagi di Spc ha ribadito sulla Tari che "il conto pagato dalla città cresce di un terzo in cinque anni". Per Francesco Grazzini di Iv "l'aumento è generalizzato, ma il tema è la gestione che si è fatta di questo aumento. In questi anni la raccolta differenziata è aumentata, i cittadini sono diventati sempre più bravi ma la Tari non è diminuita".
Per la maggioranza il capogruppo del Pd Luca Milani ha ricordato che "anno" dopo "anno il nostro stile di vita ci costringe a un potenziamento della raccolta" e poi ha chiarito che "non siamo soddisfatti della gestione di Plures, ma io credo che i margini per migliorare e vedere un effettivo cambio di passo ci siano".
"Stiamo parlando di una serie di servizi e investimenti che sono neceessari a degli obiettivi - ha replicato la vicesindaca Galgani -. Non tutti i Comuni d'Italia, con caratteristiche come Firenze, hanno il 65% di raccolta differenziata". Galgani ha concluso affermando che "la Tari non copre solo il servizio che noi vediamo tutti i giorni. Poi dobbiamo migliorare ma non siamo in una situazione" di cattiva gestione "dei servizi dei rifiuti".
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"Il primo obiettivo è aumentare la raccolta differenziata e diminuire la quantità di rifiuto. Questo ha bisogno di una serie di investimenti e di servizi. Il Comune di Firenze con la messa a terra del progetto 'Firenze città circolare' ha visto, negli ultimi anni, un miglioramento importante della percentuale della raccolta differenziata", tale percentuale è passata dal "53% al 65%".
E' quanto ha dichiarato la vicesindaca e assessora all'ambiente Paola Galgani, intervenendo in Consiglio comunale nel giorno in cui si discutono le delibere sull'approvazione del Piano economico finanziario di Ato Toscana Centro per l'anno 2026-2027 e la ripartizione della Tari.
"Uno dei costi che dobbiamo sostenere sono quegli impianti che servono per selezionare i rifiuti differenziati per poter poi entrare negli impianti che trasformano i rifiuti in materia prima seconda", ha aggiunto Galgani. Tra i fattori "che determinano l'aumento della tariffa su tutto l'ambito" c'è ad esempio "il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti di Alia-Plures ma pure di un progressivo adeguamento per ciò che riguarda l'applicazione contrattuale degli appalti. Un altro elemento che incide è la parte degli oneri ambientali".
"Comprendiamo che la Tari è un ulteriore costo per le attività e famiglie, riguarda però un servizio fondamentale", ha concluso Galgani.
Tra le opposizioni il capogruppo di Spc Dmitrij Palagi ha spiegato che "sui costi riconosciuti in tariffa Firenze si colloca esattamente sul tetto fissato dall'Autorità nazionale Arera, e lo usa per intero: +6,71%. Al netto delle detrazioni, il monte che i fiorentini copriranno con la bolletta passa dai 129,6 milioni del 2025 ai 135,8 del 2026 — 6,3 milioni in più, +4,84% — e la stessa delibera fissa già 139,5 milioni per il 2027".
"L'aumento della tariffa su Firenze - ha spiegato Massimo Sabatini della lista Schmidt - è passato dagli 89 milioni nel 2010 agli oltre 130 milioni di adesso: non è aumentato però il servizio. Si paga di più ma il servizio non è eccellente". "Se aumentiamo i costi deve aumentare l'efficienza della qualità del servizio che diamo ai cittadini, manca un collegamento chiaro tra costi e risultati", ha aggiunto Lorenzo Masi del M5s.
Secondo Luca Santarelli (Nm) "la delibera costituisce un fallimento dell'amministrazione e un tradimento alle promesse dei cittadini". "Il cittadino - ha osservato Angela Sirello di FdI - sa che raccogliere e smaltire rifiuti ha un costo, ma a Firenze si paga sempre di più per avere una città che continua a essere percepita sempre più sporca". Matteo Chelli di FdI ha parlato "di aumenti costanti adducendo la stessa motivazione come l'inflazione".
"Nella riorganizzazione del servizio si parta dall'ascolto dei lavoratori", ha chiesto Cecilia Del Re di Firenze Democratica. I consiglieri di FdI (oltre a Sirello, Chelli e Draghi anche Giovanni Gandolfo) hanno presentato un odg "per intitolare la discarica di case passerini ad Eugenio Giani". Dmitrij Palagi di Spc ha ribadito sulla Tari che "il conto pagato dalla città cresce di un terzo in cinque anni". Per Francesco Grazzini di Iv "l'aumento è generalizzato, ma il tema è la gestione che si è fatta di questo aumento. In questi anni la raccolta differenziata è aumentata, i cittadini sono diventati sempre più bravi ma la Tari non è diminuita".
Per la maggioranza il capogruppo del Pd Luca Milani ha ricordato che "anno" dopo "anno il nostro stile di vita ci costringe a un potenziamento della raccolta" e poi ha chiarito che "non siamo soddisfatti della gestione di Plures, ma io credo che i margini per migliorare e vedere un effettivo cambio di passo ci siano".
"Stiamo parlando di una serie di servizi e investimenti che sono neceessari a degli obiettivi - ha replicato la vicesindaca Galgani -. Non tutti i Comuni d'Italia, con caratteristiche come Firenze, hanno il 65% di raccolta differenziata". Galgani ha concluso affermando che "la Tari non copre solo il servizio che noi vediamo tutti i giorni. Poi dobbiamo migliorare ma non siamo in una situazione" di cattiva gestione "dei servizi dei rifiuti".
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"Il primo obiettivo è aumentare la raccolta differenziata e diminuire la quantità di rifiuto. Questo ha bisogno di una serie di investimenti e di servizi. Il Comune di Firenze con la messa a terra del progetto 'Firenze città circolare' ha visto, negli ultimi anni, un miglioramento importante della percentuale della raccolta differenziata", tale percentuale è passata dal "53% al 65%".
E' quanto ha dichiarato la vicesindaca e assessora all'ambiente Paola Galgani, intervenendo in Consiglio comunale nel giorno in cui si discutono le delibere sull'approvazione del Piano economico finanziario di Ato Toscana Centro per l'anno 2026-2027 e la ripartizione della Tari.
"Uno dei costi che dobbiamo sostenere sono quegli impianti che servono per selezionare i rifiuti differenziati per poter poi entrare negli impianti che trasformano i rifiuti in materia prima seconda", ha aggiunto Galgani. Tra i fattori "che determinano l'aumento della tariffa su tutto l'ambito" c'è ad esempio "il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti di Alia-Plures ma pure di un progressivo adeguamento per ciò che riguarda l'applicazione contrattuale degli appalti. Un altro elemento che incide è la parte degli oneri ambientali".
"Comprendiamo che la Tari è un ulteriore costo per le attività e famiglie, riguarda però un servizio fondamentale", ha concluso Galgani.
Tra le opposizioni il capogruppo di Spc Dmitrij Palagi ha spiegato che "sui costi riconosciuti in tariffa Firenze si colloca esattamente sul tetto fissato dall'Autorità nazionale Arera, e lo usa per intero: +6,71%. Al netto delle detrazioni, il monte che i fiorentini copriranno con la bolletta passa dai 129,6 milioni del 2025 ai 135,8 del 2026 — 6,3 milioni in più, +4,84% — e la stessa delibera fissa già 139,5 milioni per il 2027".
"L'aumento della tariffa su Firenze - ha spiegato Massimo Sabatini della lista Schmidt - è passato dagli 89 milioni nel 2010 agli oltre 130 milioni di adesso: non è aumentato però il servizio. Si paga di più ma il servizio non è eccellente". "Se aumentiamo i costi deve aumentare l'efficienza della qualità del servizio che diamo ai cittadini, manca un collegamento chiaro tra costi e risultati", ha aggiunto Lorenzo Masi del M5s.
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