AGGIORNATA - Intanto interviene Cia Agricoltori italiani della Toscana dopo il primo incontro della cabina di regia regionale sulla Psa, di cui fa parte e a cui hapartecipato il direttore regionale dell'associazione Giordano Pascucci.
"Ci aspettiamo un cambio di passo significativo - ha detto Pascucci -, per bloccare l'espansione della Psa che si sta diffondendo velocemente allargando le aree epidemiologiche e di protezione e salvaguardia, che hanno interessato alcuni allevamenti domestici con l'immediato abbattimento dell'intero allevamento. Occorre poi rafforzare gli interventi per spopolare, puntare ad azzerare la presenza di ungulati in queste aree, sia per eradicare la malattia che per salvaguardare e proteggere settori importanti della nostra economia, come gli allevamenti diffusi di suini, in particolare quelli allo stato semibrado, nonché le attività di trasformazione e di filiera che occupa migliaia di posti di lavoro comprendendo anche il relativo indotto".
"Per questo - ha aggiunto il direttore Cia Toscana - ci aspettiamo un impegno più efficace e determinato da parte della Polizia provinciale, degli Atc, dei cacciatori e delle squadre di caccia al cinghiale e di tutti i soggetti che possono contribuire a raggiungere gli obiettivi che propone la Regione Toscana. tramite il Coordinamento della Cabina di regia e del Commissario". Cia Toscana, infine, sollecita la Regione Toscana per l'attivazione del fondo regionale per l'indennizzo delle aziende agricole colpite dalla Peste suina africana.
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Via libera al provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune modifiche al disciplinare della Cinta Senese Dop, per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. E' quanto si spiega in una nota dalla Regione Toscana sulla strategia messa a punto "in stretta collaborazione" con il Consorzio di tutela della Cinta senese Dop e il ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste a tutela degli allevamenti.
La Giunta regionale della Toscana ha emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, le modifiche, "rendendo possibile l'adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall'emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione". Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi "grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti".
In particolare, spiega i presidente del Consorzio Nicola Savigni, "per 12 mesi, in caso di emergenza sanitaria, sarà possibile macellare e custodire in sicurezza gli animali anche fuori dalle zone tradizionali, senza intaccare qualità e identità del prodotto". Le modifiche temporanee riguardano esclusivamente gli aspetti del disciplinare interessati dalle misure sanitarie imposte per contrastare la diffusione della peste suina africana e resteranno invigore per il periodo previsto dal provvedimento ministeriale.
"La peste suina africana - afferma l'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras - rappresenta una minaccia seria non soltanto per le singole aziende, ma per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie"
"Ci aspettiamo un cambio di passo significativo - ha detto Pascucci -, per bloccare l'espansione della Psa che si sta diffondendo velocemente allargando le aree epidemiologiche e di protezione e salvaguardia, che hanno interessato alcuni allevamenti domestici con l'immediato abbattimento dell'intero allevamento. Occorre poi rafforzare gli interventi per spopolare, puntare ad azzerare la presenza di ungulati in queste aree, sia per eradicare la malattia che per salvaguardare e proteggere settori importanti della nostra economia, come gli allevamenti diffusi di suini, in particolare quelli allo stato semibrado, nonché le attività di trasformazione e di filiera che occupa migliaia di posti di lavoro comprendendo anche il relativo indotto".
"Per questo - ha aggiunto il direttore Cia Toscana - ci aspettiamo un impegno più efficace e determinato da parte della Polizia provinciale, degli Atc, dei cacciatori e delle squadre di caccia al cinghiale e di tutti i soggetti che possono contribuire a raggiungere gli obiettivi che propone la Regione Toscana. tramite il Coordinamento della Cabina di regia e del Commissario". Cia Toscana, infine, sollecita la Regione Toscana per l'attivazione del fondo regionale per l'indennizzo delle aziende agricole colpite dalla Peste suina africana.
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Via libera al provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune modifiche al disciplinare della Cinta Senese Dop, per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. E' quanto si spiega in una nota dalla Regione Toscana sulla strategia messa a punto "in stretta collaborazione" con il Consorzio di tutela della Cinta senese Dop e il ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste a tutela degli allevamenti.
La Giunta regionale della Toscana ha emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, le modifiche, "rendendo possibile l'adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall'emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione". Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi "grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti".
In particolare, spiega i presidente del Consorzio Nicola Savigni, "per 12 mesi, in caso di emergenza sanitaria, sarà possibile macellare e custodire in sicurezza gli animali anche fuori dalle zone tradizionali, senza intaccare qualità e identità del prodotto". Le modifiche temporanee riguardano esclusivamente gli aspetti del disciplinare interessati dalle misure sanitarie imposte per contrastare la diffusione della peste suina africana e resteranno invigore per il periodo previsto dal provvedimento ministeriale.
"La peste suina africana - afferma l'assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras - rappresenta una minaccia seria non soltanto per le singole aziende, ma per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie"
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