Ammontano a circa 4 milioni i danni provocati in Toscana dalla fauna selvatica nel triennio 2023/2025, con una crescita di oltre il 25% all'anno: poco più di un milione di euro nel 2023, un milione e mezzo nel 2024, 1,7 milioni di euro nel 2025. È quanto emerge dalla risposta a un'interrogazione di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale arrivata proprio nel giorno in cui l'aula sta discutendo il Piano faunistico-venatorio.
Dalla risposta, spiega ancora Fdi, emerge inoltre che i 2351 incidenti stradali complessivi hanno causato 1,39 milioni di euro di risarcimenti, mentre sono 2,6 milioni le liquidazioni alle aziende agricole. Responsabili dei danni sono i cinghiali e i caprioli, per una percentuale pari all'85%. "I dati forniti dalla Regione sono sicuramente sottostimati - affermano Luca Minucci e Chiara La Porta (Fdi) - perché non tengono in considerazione gli incidenti stradali per cui non è stato possibile provare la responsabilità degli animali e il sommerso dei danni all'agricoltura, causato dalla farraginosità dell'iter burocratico dei rimborsi.
Burocrazia che, specialmente di fronte a danni non ingenti, spinge gli agricoltori a non presentare la richiesta. Ma i numeri forniti danno comunque la misura di quanto in questi anni non sia stato fatto abbastanza per il contenimento della fauna selvatica, in particolare gli ungulati, e la densità faunistica.
E ancora troppo poco prevede il Piano che andremo a discutere, con colpevole ritardo da parte della giunta regionale e del centrosinistra". Il gruppo di Fratelli d'Italia, ricorda la nota, ha presentato atti specifici collegati al Piano faunistico venatorio sulle iniziative di contrasto alla peste suina, con attenzione agli allevamenti suini, per ridurre gli incidenti causati da fauna selvatica e i danni causati all'agricoltura.
Dalla risposta, spiega ancora Fdi, emerge inoltre che i 2351 incidenti stradali complessivi hanno causato 1,39 milioni di euro di risarcimenti, mentre sono 2,6 milioni le liquidazioni alle aziende agricole. Responsabili dei danni sono i cinghiali e i caprioli, per una percentuale pari all'85%. "I dati forniti dalla Regione sono sicuramente sottostimati - affermano Luca Minucci e Chiara La Porta (Fdi) - perché non tengono in considerazione gli incidenti stradali per cui non è stato possibile provare la responsabilità degli animali e il sommerso dei danni all'agricoltura, causato dalla farraginosità dell'iter burocratico dei rimborsi.
Burocrazia che, specialmente di fronte a danni non ingenti, spinge gli agricoltori a non presentare la richiesta. Ma i numeri forniti danno comunque la misura di quanto in questi anni non sia stato fatto abbastanza per il contenimento della fauna selvatica, in particolare gli ungulati, e la densità faunistica.
E ancora troppo poco prevede il Piano che andremo a discutere, con colpevole ritardo da parte della giunta regionale e del centrosinistra". Il gruppo di Fratelli d'Italia, ricorda la nota, ha presentato atti specifici collegati al Piano faunistico venatorio sulle iniziative di contrasto alla peste suina, con attenzione agli allevamenti suini, per ridurre gli incidenti causati da fauna selvatica e i danni causati all'agricoltura.
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