Specializzazioni produttive e apertura internazionale sono fattori chiave

L'economia toscana nel primo trimestre 2026 mostra segnali di crescita, ma con un rallentamento e divari territoriali più marcati rispetto al 2025: è quanto afferma la nota congiunturale Irpet sulla congiuntura nelle province toscane, secondo cui dai dati "emerge una Toscana ancora dinamica, ma più diseguale, in cui le traiettorie provinciali dipendono sempre più dalle specializzazioni produttive, dall'apertura internazionale e dalla qualità dei mercati locali".
    
Gli addetti dipendenti in Toscana sfiorano 1,35 milioni di unità, con una crescita tendenziale dell'1,1% rispetto al primo trimestre 2025, più contenuta rispetto al +1,8% dell'anno precedente. La crescita è sostenuta da costruzioni (+1,8%) e terziario privato (+1,5%), mentre l'industria avanza debolmente (+0,4%) e il Made in Italy arretra (-1,5%). A livello provinciale, Pistoia registra la crescita più elevata (+2,0%), seguita da Lucca (+1,8%) e Massa Carrara (+1,7%); Prato è l'unica provincia in calo (-1,1%).

    
Dopo il boom del 2025 (+12,6%), le esportazioni toscane crescono ancora ma a ritmo più contenuto (+4,5%) nel primo trimestre 2026, sostenute soprattutto dalla farmaceutica. Firenze registra un ottimo risultato (+12,7%), trainato da farmaceutica, pelletteria, abbigliamento e calzature, mentre Arezzo segna la contrazione più marcata (-30,7%) a causa del crollo dei gioielli (-49,4%). Anche Lucca (-18,4%), Livorno (-19,9%) e Grosseto (-20,7%) registrano flessioni significative.

    
Il turismo conferma una traiettoria espansiva, con le presenze in crescita del +5,3% nel primo trimestre 2026, trainate dalla domanda straniera (+7,6%). Lucca (+10,9%) e Livorno (+10,8%) mostrano gli incrementi più marcati, mentre Massa Carrara registra una contrazione marcata (-19,1%) da verificare con l'avvio della stagione estiva. Tra le destinazioni, la montagna cresce più intensamente (+11,5%), seguita dalle città d'arte (+5,2%).

    
Il mercato immobiliare residenziale mostra compravendite in crescita soprattutto nei comuni non capoluogo (+4,2%) rispetto ai capoluoghi (+1,5%). Le crescite più sostenute si registrano a Massa Carrara (+21,4%), Livorno (+14,7%) e Prato (+14,3%) nei comuni non capoluogo, mentre tra i capoluoghi spiccano Lucca (+20,1%) e Massa (+18,4%). Le quotazioni restano invece nel complesso stabili, con variazioni contenute entro il ±2%, fatta eccezione per Massa Carrara dove si registra un calo più marcato (-3,8%). 
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