Il presidente dell'Asp difende la gestione ma lascia aperta la strada a nuovi modelli. Scontro politico tra FdI e Giani, il Pd si ricompatta attorno alla sindaca

Sul caso Montedomini resta alta la tensione politica. Il presidente dell'Asp, Maurizio Frittelli, difende l'operato dell'ente ma, per la prima volta, apre alla possibilità di superare il modello degli affitti brevi qualora vengano individuate soluzioni alternative in grado di garantire la sostenibilità economica.

«Gli affitti brevi sono stati avviati quando non c'erano limitazioni. Se dovessimo trovare modalità diverse per garantire la sopravvivenza dell'Asp non avrei alcun problema a seguirle», afferma Frittelli, annunciando inoltre la volontà di recuperare gli immobili interessati, a partire da quelli coinvolti nella vicenda del presunto Cin irregolare di via Guelfa 81.

Sul fronte politico il senatore di Fratelli d'Italia Paolo Marcheschi chiede al presidente della Regione Eugenio Giani di valutare il commissariamento dell'ente e una verifica straordinaria del patrimonio immobiliare. Giani respinge però l'ipotesi: «È una provocazione politica. La Regione non ha alcun potere di commissariamento su Montedomini».

Nuovi interrogativi arrivano anche dal consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, che chiede chiarimenti sul meccanismo illustrato da Frittelli per finanziare le ristrutturazioni degli immobili, con un contributo a fondo perduto del 70% e il restante 30% scomputabile dal canone, domandando quale sia la base normativa che lo consente.

Intanto il Partito Democratico prova a ricompattarsi. Il segretario metropolitano Federico Gianassi ha riunito i segretari dei circoli cittadini ribadendo il sostegno alla sindaca Sara Funaro e annunciando la volontà di contribuire alla revisione dei regolamenti di Montedomini attraverso un gruppo di lavoro dedicato, considerato il passaggio decisivo per il futuro dell'ente. Lo scrive la Nazione. 

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