Aldo Cazzullo torna a parlare delle radici culturali dell'Italia in vista dell'uscita del suo nuovo libro, "Quando l'Italia rinacque. Il nostro Rinascimento", in libreria dal 15 settembre, e di tre appuntamenti in Toscana tra Castiglione della Pescaia, Roselle e Marina di Pietrasanta.
Per il giornalista e scrittore, la storia del Paese affonda le proprie radici nella cultura. «L'Italia non nasce dalla politica, dalle guerre o dalla diplomazia, ma dalla bellezza, dall'arte e dalla cultura. Nasce con Giotto e Dante e trova in Toscana, soprattutto a Firenze, le proprie radici».
Nel nuovo volume Cazzullo ripercorre la stagione del Rinascimento, partendo dalla dinastia dei Medici e dalle figure di Leonardo, Raffaello, Botticelli e Michelangelo, che definisce «il più grande di tutti», fino al declino segnato dal rogo di Giordano Bruno, dall'abiura di Galileo e dalla morte di Caravaggio.
Riflettendo sul presente, lo scrittore sostiene che la cultura italiana abbia ancora un ruolo decisivo. «È in atto un progetto per sostituire gli uomini con le macchine e la mente umana con l'intelligenza artificiale. L'unico antidoto è l'umanesimo cristiano che rappresenta la nostra cultura».
Cazzullo torna poi sulla figura di San Francesco d'Assisi, protagonista del suo precedente libro di successo. «È il precursore dell'Umanesimo, il primo italiano: ha scritto una delle prime poesie in italiano, ha creato il presepe, reinventato il teatro e contribuito a rinnovare la pittura. Una figura profondamente legata alla nostra identità». Lo scrive la Nazione.
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