È stato depositato in Procura l'esposto annunciato da Salviamo Firenze sulla gestione del patrimonio immobiliare di Montedomini. L'atto, predisposto dall'avvocato Urbano Rosa per conto del portavoce del comitato Massimo Torelli, non riguarda soltanto gli affitti brevi, ma chiede ai magistrati di approfondire anche alcune procedure relative ai bandi per le locazioni a uso abitativo.
Nel documento vengono indicati sette immobili, tra cui quelli di via Roma, via Faenza, via Guelfa e via dell'Albero, per un totale di 22 appartamenti destinati a locazione turistica. Secondo il comitato, nei bandi esaminati non sarebbe stato specificato che gli immobili potevano essere sublocati o destinati ad attività turistica, possibilità invece prevista nei successivi contratti stipulati con gli assegnatari. Una circostanza che, secondo gli esponenti di Salviamo Firenze, potrebbe aver limitato la partecipazione alle gare e causato un danno economico all'ente, che avrebbe potuto ottenere canoni più elevati attraverso una maggiore concorrenza.
L'esposto richiama anche il caso dei Codici Identificativi Nazionali (Cin) richiesti dall'aggiudicataria dell'immobile di via Guelfa 81 prima ancora della pubblicazione del bando. Su questo aspetto sia Montedomini sia il Comune di Firenze hanno già annunciato verifiche.
Tra le altre presunte anomalie segnalate figura anche la rapidità con cui è stata costituita la società poi risultata aggiudicataria delle nove unità immobiliari di via Guelfa 83, oltre al fatto che avrebbe già ottenuto diversi codici identificativi per l'attività turistica prima della sottoscrizione del contratto di locazione.
Infine, il comitato punta l'attenzione sulle procedure di assegnazione di due appartamenti in via Maccari, sostenendo che l'apertura delle offerte economiche sarebbe avvenuta in seduta riservata anziché pubblica. Salviamo Firenze evidenzia inoltre una presunta preferenza per gli immobili di fascia più alta, assegnati con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
«Non abbiamo formulato ipotesi di reato, ma chiediamo chiarezza su situazioni che riteniamo anomale», ha spiegato l'avvocato Urbano Rosa. Sarà ora la Procura a valutare il contenuto dell'esposto e gli eventuali approfondimenti da avviare. Lo scrive la Nazione.
Condividi
Attiva i cookies














