Cresce il turismo esperienziale verso Asia, Nord Europa e Africa australe. Il caldo record spinge sempre più viaggiatori alla ricerca di destinazioni fresche e meno battute

Dalla Via della Seta ai fiordi norvegesi, passando per l'Asia centrale e l'Africa australe. Nell'estate 2026 i fiorentini cambiano modo di viaggiare e puntano sempre più su destinazioni meno convenzionali, scegliendo esperienze autentiche, natura e climi più miti rispetto al Mediterraneo.

Secondo Vittorio Coccoletti, direttore dell'agenzia Azalai di Firenze e socio di Cna Turismo, i viaggiatori fiorentini si distinguono per curiosità e voglia di esplorare nuove mete. Tra le sorprese della stagione c'è il forte aumento delle richieste per la Cina, favorito dall'eliminazione del visto per i soggiorni brevi. Oltre a Pechino e Shanghai, cresce l'interesse per la Via della Seta, il deserto del Gobi e il Tibet, soprattutto tra gli over 50.

L'instabilità in Medio Oriente ha inoltre spinto molti turisti verso l'Asia centrale. Kazakhstan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizistan attirano un pubblico sempre più numeroso: i viaggiatori più maturi sono affascinati dal patrimonio storico e culturale, mentre i più giovani scelgono soprattutto il Kirghizistan per trekking e paesaggi naturali.

Il caldo record registrato negli ultimi anni favorisce anche il boom del Nord Europa. Norvegia, Finlandia, Svezia, Islanda e Paesi Baltici sono tra le destinazioni più richieste, in particolare dai viaggiatori tra i 20 e i 40 anni, alla ricerca di temperature più fresche durante l'estate.

Continua infine a crescere l'interesse per l'Africa australe, scelta soprattutto da chi dispone di budget più elevati e desidera vivere safari ed esperienze a contatto con la natura.

Sul fronte delle vacanze in Italia, restano protagoniste le località di mare, seguite da città d'arte, borghi storici, montagna, laghi e terme. Secondo Cna Turismo Firenze, aumentano però anche le richieste per vacanze esperienziali, turismo attivo e soggiorni all'aria aperta, segno di un cambiamento sempre più marcato nelle abitudini dei viaggiatori. Lo scrive la Nazione. 

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