Il caso dello "scontrino pazzo" denunciato a Forte dei Marmi riaccende il dibattito anche a Firenze sul costo di pranzi e cene nei locali del centro storico. Tra ristoratori e baristi il messaggio è condiviso: niente costi nascosti, ma gli aumenti dovuti all'inflazione hanno costretto molti esercenti a ritoccare i listini.
C'è chi ha aumentato il coperto, chi il prezzo del caffè o dell'acqua e chi applica un costo per il taglio delle torte portate dai clienti durante le feste. «Abbiamo adeguato i prezzi del menù di circa il 10% perché sono aumentati i costi delle materie prime», spiegano alcuni ristoratori, sottolineando come il coperto serva anche a coprire il servizio e il consumo di pane e condimenti.
Dall'altra parte, però, non mancano le proteste dei clienti. Alcuni turisti raccontano di aver pagato una focaccia 15 euro, mentre altri denunciano addebiti extra, come 50 euro per il servizio di porzionatura di una torta portata da casa durante una cena di compleanno.
Anche l'utilizzo dei servizi igienici diventa motivo di discussione. Alcuni esercenti ammettono di chiedere un contributo a chi entra senza consumare, sostenendo che altrimenti i locali verrebbero utilizzati gratuitamente per tutto il giorno.
Le tensioni con i clienti non mancano nemmeno nei bar. «Molti si lamentano perché un caffè costa 1,80 euro, ma anche noi dobbiamo fare i conti con l'aumento dei costi di gestione», raccontano alcuni operatori del centro.
Il confronto resta aperto tra la necessità dei commercianti di far fronte all'inflazione e le difficoltà di residenti e turisti, che sempre più spesso si trovano davanti a conti ritenuti eccessivi, pur senza la presenza di costi nascosti nello scontrino. Lo scrive la Nazione.
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